Cultura

Published on Ottobre 10th, 2019 | by Redazione

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CULTURA. Il ricordo di Salvo Nicotra: “Era innamorato del Sarrabus”

«Salvo? Era un vulcano di creatività». Così chi lo conosce bene dipinge Salvo Nicotra, 72 anni, regista e sceneggiatore teatrale e musicista mancato nei giorni scorsi, un artista a tutto tondo che nel Sarrabus ha lasciato una traccia indelebile per la sua attività con la compagnia teatrale “La Forgia” che grazie al suo contributo è riuscita a crescere e a farsi apprezzare in tutta la Sardegna.

 

Ma chi era Salvo Nicotra? Era nato a Torino nel 1947 da padre siciliano e madre toscana. Con la famiglia d’origine ha vissuto per un lungo periodo in Carnia, tanto che, in quel periodo assunse uno spiccato accento friulano.
Il giovane Salvo Nicotra manifestò da subito una grande passione per i suoni e la musica. A 17 anni imparò a suonare il pianoforte e, quando si trasferì a Bologna per frequentare l’università sviluppò la passione per la musica sperimentale ed il teatro entrando a far parte di diversi gruppi teatrali. Il periodo era quello della fine degli anni sessanta, un’epoca non facile per tanti aspetti ma di grande creatività.

La carriera artistica di Salvo Nicotra, che si fece presto apprezzare per il suo talento, si sviluppò attraverso l’Accademia d’Arte Drammatica e l’Antoniano di Bologna nel quale ricoprì il ruolo di insegnante. La sua attività di scenografo, musicista e regista non ebbe pause con produzioni di ogni genere.

«Amava ogni cosa che faceva» raccontano i suoi familiari e la sua creatività era sempre all’opera, senza conoscere soste di alcun genere.  Una tappa importante della carriera artistica di Salvo Nicotra è costituita dalla collaborazione con le “radio libere” che negli anni settanta cominciarono rompere il monopolio della Rai nell’etere, e con la stessa Rai per la quale compose le siglie di alcuni programmi.

Ma il vero amore di Salvo Nicotra sbocciò con la Sardegna ed il Sarrabus, terra della quale si innamorò perdutamente tanto da acquistare un terreno di quindici ettari a Monte Porceddus: l’idea era quella di dedicarsi all’agricoltura ma senza lasciar perdere la musica ed il teatro. Anzi, la musica doveva essere strattamente legate, nelle sue intenzioni, al benessere delle persone.

Nel 2005 l’incontro con “La Forgia” e la nascita di un altro grande amore.
La sua collaborazione con la compagnia teatrale sarrabese è stata ricca.
Non si contano le produzioni da lui curate in ogni dettaglio, scenografia compresa, messe in scena dalla compagnia che ha la sua base a Muravera.
Spettacoli teatrali che “La Forgia” ha portato in giro in tutto il Sarrabus e in Sardegna. Nella memoria di tutti è rimasta “Ohi su Moru” rappresentata per diversi anni alla Torre dei 10 Cavalli sul lungomare di Muravere e poi nel centro storico del paese.

Lasciamo alle parole scritte dallo stesso Nicotra la descrizione di quella definisce la sua “evoluzione artistica” che «ha seguito una strada personalissima toccando il folklore e l’elettronica, la cultura parolaia e la didattica, la macchina sonora e la tv per riapprodare all’usuale strumento di lavoro, il pianoforte, e al canto. Non per amore ma per ecologia, forse: nelle cose semplici, antiche (e datate, trite e ritrite, magari) a ben vedere si scoprono sempre nuove meraviglie. Un giorno, dopo quindi anni di occhiate in giro, di qua e di là nel mondo della musica, trovi che il tuo vecchio piano è pieno di vita e ha tante cose ancora da dire. Io non me l’aspettavc, francamente, e tutt’ora non mi sono ancora ripreso dallo stupore».

Buon volo, Salvo Nicotra, il Sarrabus senza di te sarà un po’ più povero.

(ilsarrabus.news)

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