SARRABUS, I Gravity, quando la musica fa squadra: il primo live show di una band giovanissima
Hanno poco più di tredici anni e già calcano il palco come veri musicisti. Si chiamano Gravity e sono una band nata da un’idea semplice ma potente: suonare insieme, per passione.
Il loro primo live show, tenutosi il 25 luglio sulla via del Mare a Quartu, nell’ambito dell’evento “Summer is Back”, è stato un successo strepitoso. Emozione, energia, talento e, soprattutto, tanto entusiasmo da parte del pubblico e dei giovani musicisti.
I Gravity arrivano dal cuore del Sarrabus, più precisamente dalle scuole medie di Muravera, dove hanno condiviso non solo i banchi di scuola ma anche una scelta formativa: l’indirizzo musicale.
Un percorso che li ha fatti crescere tra la musica, in un ambiente ricco di stimoli e possibilità. È lì che è nata la scintilla: la voglia di andare oltre il programma scolastico, di trasformare la musica in qualcosa di più grande.
Prima un duo, Lorenzo con la sua chitarra e Samuel con il suo violino, hanno iniziato ad aggirarsi per le strade dei paesi nelle giornate di festa. Alla Sagra degli Agrumi, sono in tre, Sara si aggiunge con percussioni e clarinetto. Piccoli ingaggi nelle cortes, prime acclamazioni di pubblico.
Poi la svolta: una sala prove nel Centro Giovani del paese concessa dal Comune, proprio al piano superiore della loro scuola. Un traguardo importante, reso possibile grazie al sostegno delle famiglie e all’intervento della dirigente scolastica. A quel punto, il trio si è allargato con l’ingresso di Stefano, il più giovane, e Alberto, il veterano del gruppo. Tastiere, basso e chitarre si uniscono al gruppo, che inizia a provare con entusiasmo, da soli, un paio di volte alla settimana. Autonomi, determinati, immersi e persi nella musica, a scegliere i brani, cercare un’intesa, conoscersi, studiare e studiarsi. E fuori, ad attenderli, i genitori che a turno li accompagnano, li sostengono, li guardano crescere anche attraverso le prove.
Il loro repertorio guarda con coraggio a mostri sacri della musica: Pink Floyd, Nirvana, Eagles, Deep Purple, System of a Down. Un viaggio musicale che spazia tra rock classico, grunge, metal e psichedelia. Scelte audaci, che dimostrano personalità e spirito di esplorazione. Non suonano “da ragazzi”, suonano da musicisti.
Ma è l’incontro con Rubens Massidda, ex docente di musica della scuola, a dare la spinta decisiva. È lui a proporre loro di partecipare al live show di Quartu. Da quel momento, il 25 luglio diventa la loro data simbolo, l’obiettivo da raggiungere. La scuola è finita, ma non il supporto dei loro professori di strumento. Tutti in saletta, ad accordare strumenti, rivedere, sistemare, perfezionare i brani, a trovare alchimia. La struttura c’è, la passione anche, l’entusiamo è a mille.
Il nome della band, Gravity, inizialmente “Gravità Zero”, nasce quasi casualmente, ma diventa rappresentativo della forza che tiene tutto insieme: così la musica li ha attratti l’uno verso l’altro, facendo da collante tra esperienze diverse e talenti in crescita. Un gruppo nato da una stessa radice, la scuola, ma cresciuto grazie a una forza invisibile fatta di passione, amicizia e sogni condivisi. In un mondo che spesso spinge a disperdersi, loro hanno scelto di restare uniti, come satelliti che gravitano attorno a una passione comune.
Il live è stato un momento magico. Il pubblico ha applaudito, i ragazzi hanno suonato con il cuore, emozionati ma sicuri. Un’esibizione che non è stata solo musica, ma anche una dichiarazione d’intenti: le nuove generazioni ci sono, hanno voce, ritmo e voglia di costruire.
La loro storia è un esempio concreto del valore e della potenza formativa dell’educazione musicale e dell’importanza di offrire spazi e opportunità ai giovani. I Gravity sono la dimostrazione che, quando si semina bene, anche nei corridoi di una scuola media, possono nascere fiori straordinari. (ilsarrabus.news)
