Villaputzu

Published on Maggio 31st, 2021 | by Redazione

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VILLAPUTZU, Nasce il Cammino de Sa Contissa, da Quirra a Barumele sulle tracce di donna Violante Carroz

Dal Castello di Quirra al Castello di Barumele, 136 chilometri, in cinque tappe, rigorosamente a piedi, sulle tracce della Contessa di Quirra, Violante Carroz. “Su Camminu de Sa Contissa”, così l’ha battezzato Natale Porcu, classe 1948, di Villaputzu, presidente della Protezione Civile Sarrabus-Gerrei, che quei 136 chilometri li ha percorsi tutti alla ricerca non solo di un pezzo della storia della storia del Sarrabus e della Sardegna ma anche per scoprire scorci di un’isola magica e toccare con mano l’ospitalità della sua gente. Natale è uno che di cammini se ne intende: per ben tre volte ha percorso quello di Santiago, in Spagna, tre avventure, tre diversi itinerari di viaggio tutti con un’unica destinazione: la tomba dell’apostolo Giacomo.
Ma come nasce l’idea del “Cammino de sa Contissa”? “L’idea è nata lo scorso anno, durante i mesi trascorsi forzatamente a casa per via della pandemia – racconta Natale Porcu – ho letto diversi libri sulla contessa Violante Carroz, contessa di Quirra, una nobildonna vissuta fra il 1456 e il 1511. E poi conosco come le mie tasche il castello di Quirra, una delle sue residenze insieme a quello di Barumele, fortezza di origini bizantine nei pressi di Ales. Violante percorreva spesso a cavallo il percorso fra i due manieri e allora mi è venuta l’idea di mappare questa strada che taglia la Sardegna. Il percorso che ho studiato è quello più breve e consente di evitare per quanto possibile l’asfalto, anche se abbiamo percorso lunghi tratti su questo tipo di strada”.

E così Natale, accompagnato da un gruppo di persone che lo hanno “scortato” a turno (Sergio, Flaviana, Leonella e Tiziana) con Mauro a fare da autista (al termine di ogni tappa si rientrava a Villaputzu), si è messo lo zaino in spalla e lo scorso 22 maggio è partito dal Castello di Quirra in direzione Perdasdefogu, prima tappa di un viaggio che ha interessato diversi centri della Sardegna, fra cui Escalaplano, Orroli, Nurri, Barumini, Ales, raggiunta il 26 maggio.“Un percorso difficile? – dice Natale – Per niente: è alla portata di tutti. Il tratto per Perdasdefogu presenta un dislivello non impegnativo di 14 chilometri. Nel corso del cammino, che ho mappato con il gps, ho segnato i punti di ristoro e quelli di approvvigionamento idrico e, insieme alla mappa, li metterò a disposizione di chi volesse cimentarsi in questo percorso che, lo assicuro, è bellissimo. Si tocca con mano la bellezza della Sardegna e si entra in contatto con le persone più disparate”. Il tutto documentato dalle dirette trasmesse su Facebook.

Aneddoti? “Tantissimi – riprende Natale Porcu – potrei scriverci un libro. Ricordo di una signora ad Escolca che, vedendoci zaino in spalla, ci ha chiesto qual era la nostra destinazione. Appena ha saputo che venivamo da Villaputzu ha esclamato “seis maccus”. Mi piace ricordare il pastore che abbiamo incontrato mentre tosava le sue pecore, gli avventori dei bar che regolarmente facevano a gara per offrirci qualcosa o la persona che ha voluto farci compagnia fino ad Escalaplano. In ogni punto di sosta abbiamo lasciato i cartoncini plastificati col simboli del cammino”
Tanti i paesi attraversati, tante le facce incontrate e i paesaggi che sembrano appartenere ad un altro tempo come gli immensi campi di grano. “Ho studiato strade accessibili e sicure – racconta Natale Porcu – e ora dopo aver mappato il progetto è quello di tornare per installare la segnaletica necessaria per far si che tutti, anche coloro meno tecnologici, possano camminare senza perdersi al primo incrocio”.

Ma non è l’unica cosa: “Il cammino non è finito – rivela Natale – ho in programma il prosieguo che avrà come punto d’arrivo il Castello di San Michele a Cagliari”. Solo così il Cammino de sa Contissa sarà completato e i tre castelli (Quirra, Barumele e San Michele) idealmente collegati come ai tempi di donna Violante
L’idea del presidente della Protezione Civile Sarrabus-Gerrei potrebbe avere interessanti risvolti economici in chiave turistica dal momento che sono tanti, anche in Sardegna, gli amanti dei “cammini”. “Potrebbe essere un’opportunità – conclude Natale Porcu – bisognerebbe prendere esempio dalla Spagna dove in questo campo sono avanti anni luce. Le strutture turistiche presenti lungo i percorsi del cammini (in Sardegna ce n’è più d’uno) potrebbero fare dei prezzi più accessibili per chi si mette in viaggio zaino in spalla”.
Chissà, magari il sogno di Natale Porcu diventerà realtà. Nel frattempo il Cammino de Sa Contissa cerca nuovi camminatori alla ricerca di un angolo di Sardegna e, forse, alla ricerca di una nuova dimensione di sé.
Michele Garbato
(ilsarrabus.news)

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