SPORT, L’impresa di Sinner a Wimbledon diventa simbolo di rinascita, resilienza e orgoglio nazionale
La vittoria storica di Jannick Sinner di domenica 13 luglio 2025 a Wimbledon è un fatto da celebrare e da ricordare perché il risultato ottenuto sul campo ha generato una serie di conseguenze e di implicazioni che vanno ben al di là’ del tennis, dello sport e dei commenti di costume già presenti nelle testate giornalistiche, ad ogni livello.
Provo ad elencare quelli che – secondo me – sono gli effetti a valle dell’emozionante 40-15 del quarto set: in primo luogo, per quanto la carriera del campione Sinner proseguirà sicuramente per molti anni e con risultati che sono già ora immaginabili a livello di record statistici, la vittoria di Wimbledon fa entrare a pieno titolo l’altoatesino nel grande libro degli eroi nazionali, libro dove non ci sono solo i tennisti, ma tutti quelli che hanno scritto pagine memorabili nello sport mondiale. Da domenica Sinner non è più solo il tennista italiano più titolato di sempre ma uno dei simboli eterni dell’epica sportiva nazionale, accanto a giganti del passato lontano, come Piola o Carnera, a miti inossidabili come Bonatti, Riva, Mennea, Rossi e Benvenuti, a pochi passi da miti più recenti come Pellegrini.
In questo libro degli eroi Sinner ci entra soprattutto perché: 1) ha ottenuto una vittoria così importante dopo una sconfitta recentissima (quella del Roland Garros) che per le modalità con cui è maturata avrebbe potuto lasciare segni permanenti; è questo a mio avviso il vero e più importante valore dell’impresa di domenica, avere dimostrato che la sconfitta non è mai definitiva (lo disse anche Churchill…ma in ben altri contesti) e che l’impegno ed il duro lavoro su sé stessi paga sempre. Si vince prima sé stessi, poi l’avversario. 2) Ha vinto sui campi di una nazione che ha inventato quello sport e che ha imposto Wimbledon come il torneo più importante del mondo (e dove gli italiani non avevano mai vinto in 138 anni). In questo modo Sinner chiude per sempre la storica polemica sull’incapacità degli italiani di giocare sull’erba e contemporaneamente porta a casa sua una delle coppe simbolo dello sport mondiale, poiché la coppa di Wimbledon ha lo stesso “peso” ideale della Coppa del Mondo di calcio. 3) Ha vinto dopo un anno di polemiche stressanti a causa della vicenda dell’accusa di doping, che ha certamente inciso moltissimo sulla sua tenuta psicologica e che sopra un’atleta crea una sorta di diffamazione che è difficile scrollarsi di dosso; e infatti puntuali sono arrivati i velenosi commenti della stampa britannica, a conferma di quanta fatica Sinner abbia dovuto sopportare nel ruolo già di per sé logorante di numero uno del mondo. Il Sinner che ha servito sul 40-15 la maggior parte di queste cose le sapeva e il solo immaginarle renderebbe qualsiasi braccio incapace di sollevare la racchetta; lui non solo la racchetta l’ha sollevata ma l’ha usata come un martello con cui ha inciso – per sempre – un traguardo suo e idealmente di tutti noi, agonisti, praticanti, appassionati.
Infine, l’impresa di domenica 13 luglio ci consegna, al di là del fatto che il tennis è prettamente uno sport individuale e che il tennista gioca per sé più che per la nazione di appartenenza, la prova che l’Italia è una delle maggiori potenze sportive del pianeta. Sinner si è potuto affermare anche perché l’Italia ha una Federazione organizzata, una diffusione capillare degli impianti e tecnici brillantissimi; anche se oggi Sinner è un top player maturo e come tale può rivolgersi alla vasta offerta mondiale dei tecnici e dei preparatori, è comunque figlio della scuola tennistica italiana, non solo perché è uno dei tanti allievi dell’italianissimo maestro Piatti, perché ha mosso i primi passi nei circoli nostrani, ma anche perché costantemente al suo fianco sono italiane alcune delle figure chiave dello staff che lo segue.
La vittoria di Sinner non solo farà da driver per un movimento già in salute (la FITP dopo il calcio è oggi la Federazione più influente) ma certamente darà un forte impulso generale alla partecipazione giovanile allo sport in Italia. ANTONFRANCO TEMUSSI (ilsarrabus.news)
