SARDEGNA, Valutazione delle leggi, trasparenza e digitalizzazione, ecco le nuove regole del Consiglio regionale
Un pacchetto di modifiche che interviene su 52 articoli per aggiornare il funzionamento dell’Assemblea sarda, adeguare le procedure alle normative sopravvenute e introdurre nuovi strumenti a supporto dell’attività legislativa e di controllo. Sono i contenuti della riforma del Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna, approvata dall’Aula il 19 maggio 2026 a maggioranza assoluta dei componenti e illustrata dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato tutti i capigruppo consiliari. Il regolamento vigente risaliva al 1988 e, nel corso degli anni, era stato oggetto soltanto di interventi parziali. Le modifiche approvate nascono dall’esigenza di superare le criticità emerse nell’applicazione delle norme, introdurre disposizioni di semplificazione e riordino, recepire la prassi consolidata e prevedere nuovi istituti a sostegno delle prerogative del Consiglio regionale. “Un intervento organico di adeguamento alla normativa sopravvenuta, che introduce norme di semplificazione, di riordino e di recepimento della prassi consiliare e che istituisce nuovi istituti, moderni ed efficaci a supporto delle prerogative consiliari”, ha spiegato il presidente dell’assemblea sarda.
Tra le principali novità figura l’istituzione del Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche pubbliche, organismo destinato a colmare l’assenza di un sistema strutturato per la verifica dell’attuazione delle leggi e degli effetti prodotti dalle politiche regionali. La riforma introduce inoltre le clausole e le missioni valutative e prevede l’inserimento della scheda di Analisi Tecnico Normativa (ATN), che accompagnerà le proposte di legge assegnate alle commissioni per verificarne la legittimità costituzionale, la conformità allo Statuto, alle normative statali ed europee e alle regole di tecnica legislativa, nel rispetto dei principi di chiarezza e omogeneità degli atti. Vengono inoltre ridefinite alcune competenze delle commissioni permanenti, con l’attribuzione alla Seconda Commissione delle materie relative alla “Tutela dei diritti civili” e alle “Pari opportunità”, finora non espressamente assegnate. La riforma interviene anche sulla disciplina della Giunta delle elezioni, introducendo procedure più chiare per il recepimento delle sue risultanze da parte dell’Assemblea e superando le incertezze interpretative emerse nel tempo.
Un altro capitolo rilevante riguarda il rafforzamento delle garanzie finanziarie e procedurali dell’attività legislativa. Diventa obbligatoria la relazione tecnico-finanziaria per i progetti di legge, gli emendamenti e i subemendamenti che comportano spese, in coerenza con la legislazione statale e con la giurisprudenza costituzionale e contabile. Viene inoltre estesa la disciplina che limita l’inserimento di norme estranee nelle leggi di stabilità e di bilancio anche ai provvedimenti di modifica della legge di stabilità, di assestamento e di variazione di bilancio. La riforma disciplina poi le procedure relative alla mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione e alla mozione di censura politica verso gli assessori, con l’obiettivo di renderle coerenti con il modello di governo presidenziale vigente in Sardegna. Sono state inoltre regolamentate le modalità di presentazione delle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione, prevedendo che il Consiglio si riunisca entro dieci giorni dall’insediamento per l’illustrazione del programma di governo e per la comunicazione della composizione della Giunta. (segue)
Le modifiche approvate rafforzano anche il ruolo del Consiglio nella programmazione delle politiche regionali. Il presidente della Regione dovrà riferire sugli atti di programmazione pluriennale degli interventi cofinanziati dall’Unione europea o dallo Stato, sui quali l’Assemblea potrà adottare specifici atti di indirizzo. Viene inoltre previsto l’esame dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria nell’ambito della stessa sessione di bilancio. Completano il quadro le nuove disposizioni finalizzate ad assicurare maggiore trasparenza e pubblicità alle nomine negli organi collegiali e quelle dedicate alla modernizzazione delle procedure consiliari attraverso l’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche. Un intervento che, nelle intenzioni dei promotori, punta a rendere più efficiente, trasparente e moderno il funzionamento dell’istituzione legislativa regionale. (ilsarrabus.news) fonte: Agenzia Nova
