Sardegna

Published on Febbraio 19th, 2022 | by Redazione

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Sardegna: indagine Isde, nell’Isola si muore soprattutto di tumori e la prevenzione è carente

Tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie sono fra le più comuni cause di morte in Sardegna. E’ quanto emerge dallo studio “La mortalità in Sardegna nel periodo 2012-2017”, condotto dai medici per l’ambiente dell’Isde Sardegna, presentato a Cagliari dal presidente dell’Isde regionale Domenico Scanu, Claudia Zuncheddu, presidente territoriale Cagliari, Antonello Russo, ricercatore in Epidemiologia e Cristina Mangia, fisica ambientale dell’istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima Isac Cnr. Dallo studio emergono anche dati allarmanti in particolare per alcuni territori, quelli che comprendono i due siti di interesse nazionale per bonifiche, Porto Torres da un lato e Sulcis-Iglesiente-Guspinese dall’altro, e i siti di interesse regionale, in tutto 18 aree a forte impatto ambientale, tra cui quelle riservate alle servitù militari, un insieme di territori sottoposti ad esposizione pluridecennale di fattori inquinanti. Lo studio è partito dai dati Istat e sono stati presi in considerazione i comuni all’interno delle aree potenzialmente idonee al deposito dei rifiuti radioattivi, per i comuni ricadenti nei Siti di Interesse Nazionale (Sin) ai fini della bonifica, per i comuni oltre i diecimila residenti. “I risultati evidenziano una mortalità generale analoga a quella del riferimento nazionale per gli uomini e un difetto di mortalità per le donne – ha spiegato Domenico Scanu – Si osservano eccessi di mortalità nei maschi, per tumori, per cause esterne di traumatismo e avvelenamento, per malattie dell’apparato digerente e disturbi psichici; e nelle donne, per malattie del sistema nervoso, disturbi psichici, cause di traumatismo e avvelenamento. Quanto ai tumori – prosegue Scanu – ci sono in entrambi i generi, eccessi di mortalità per tumori di colon-retto-ano e del pancreas; nei maschi, per tumori della prostata e del fegato, per leucemia e per tumori delle cavitaà orali-faringe, laringe ed esofago; nelle donne per tumori del seno”. Un altro elemento evidenziato dallo studio sono le troppe morti per tumori diagnosticabili per screening e per infarto nei comuni di piccole dimensioni. (ilsarrabus.news)

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