Sardegna

Published on Agosto 10th, 2026 | by Redazione

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SARDEGNA, Emergenza plastica, la Regione accelera sugli stoccaggi ma chiede intervento nazionale

La Regione mette in campo nuove aree temporanee di stoccaggio per fronteggiare le difficoltà nella gestione degli imballaggi in plastica e scongiurare blocchi nella raccolta. A fare il punto è stata l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, che ha convocato una videoconferenza urgente con oltre 170 sindaci sardi, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci metropolitani Massimo Zedda e Giuseppe Mascia, della presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi, del presidente del Cacip Beniamino Garau, dell’amministratore unico di Tecnocasic Sandro Anedda, del direttore generale del Cipnes Gallura Aldo Carta e dei tecnici dell’assessorato. Nel corso dell’incontro è stato confermato che le nuove piattaforme temporanee saranno operative da martedì 11 agosto per il Cacip e da mercoledì 12 agosto per il Cipnes Gallura, con una capacità complessiva di circa 2.000 tonnellate, a cui si aggiungono altre 700 tonnellate disponibili nel sito di Scala Erre grazie all’ordinanza già adottata dal sindaco metropolitano di Sassari. (segue)
Le soluzioni individuate consentiranno di ridurre la pressione sugli impianti e garantire maggiore continuità ai conferimenti nelle prossime settimane, ma la Regione ribadisce che si tratta di misure tampone e non definitive. Ai Comuni è stata indicata la possibilità, qualora sussistano i requisiti previsti dalla normativa e le necessarie condizioni tecniche e ambientali, di adottare ordinanze contingibili e urgenti ai sensi dell’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006 per individuare aree idonee al deposito provvisorio. Alcune amministrazioni hanno già proceduto, mentre altre stanno completando le verifiche. Il nodo centrale resta però il ruolo di Corepla, chiamato a garantire il ritiro e l’avvio al recupero dei materiali accumulati. “Ringrazio i sindaci, Anci Sardegna, Cacip, Tecnocasic e Cipnes Gallura per la rapidità e il senso di responsabilità dimostrati. Le 2.700 tonnellate di capacità di stoccaggio temporaneo ci consentono di guadagnare tempo, ma non sono la soluzione: questo argine può reggere soltanto se Corepla ripristina subito ritiri regolari e adeguati ai quantitativi conferiti”, dichiara l’assessora Rosanna Laconi. (segue)
La crisi degli imballaggi in plastica, secondo la Regione, ha una dimensione nazionale e interessa da quasi un anno tutti i territori, con un impatto maggiore in Sardegna a causa dell’insularità. Tra le cause vengono indicate la contrazione del mercato dei materiali riciclati e il rallentamento dei flussi verso gli impianti di recupero. Laconi, nel ruolo di coordinatrice della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità della Conferenza delle Regioni, aveva già promosso il 29 giugno l’audizione dei vertici di Conai e Corepla, che avevano confermato la portata generale del problema. Successivamente la questione è stata portata all’attenzione del viceministro Vannia Gava l’8 luglio e affrontata nei successivi incontri tecnici del 20 e 24 luglio con i consorzi e gli enti responsabili degli impianti. Con una lettera inviata al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il 25 luglio, l’assessora aveva chiesto un intervento urgente del Governo per assicurare continuità nei ritiri. “Non è accettabile – conclude l’assessore Laconi – che una crisi nazionale venga scaricata sui Comuni e sulla Sardegna, più esposta per l’insularità. La Regione ha agito per tempo, ma le misure locali non possono supplire indefinitamente alle insufficienze del sistema nazionale. Il Governo intervenga ora e il sistema consortile rispetti i propri impegni: i costi e i rischi della crisi non possono ricadere sui Comuni e sui cittadini sardi”. Nel corso della riunione è stato inoltre chiarito che, al momento, non risultano criticità nella raccolta del secco residuo: l’allarme circolato nei giorni scorsi sarebbe legato a informazioni inesatte. La crescita della raccolta differenziata e la riduzione del residuo vengono indicate come risultati coerenti con la pianificazione europea dei rifiuti e non come un’emergenza da affrontare riducendo la differenziata. (ilsarrabus.news)

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