Sardegna

Published on Luglio 3rd, 2026 | by Redazione

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SARDEGNA, Al via da domani, 4 luglio, i saldi estivi: atteso giro d’affari da 27.6 milioni nel Sud dell’Isola

Scatta domani, 4 luglio, in Sardegna la stagione dei saldi estivi. Un appuntamento che, come ogni anno, segna un passaggio chiave per il commercio al dettaglio e che viene osservato con attenzione sia dai consumatori alla ricerca di prezzi ribassati sia dagli operatori del settore, impegnati a recuperare marginalità dopo mesi caratterizzati da consumi cauti e dalla pressione crescente dell’e-commerce. Nel Sud Sardegna le stime elaborate da Confcommercio indicano un giro d’affari complessivo pari a circa 27,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 26,5 milioni registrati lo scorso anno. Le famiglie coinvolte negli acquisti durante il periodo dei ribassi saranno circa 171mila, con una spesa media pari a 161 euro per nucleo familiare (157 euro nel 2025) e una media pro capite di 78 euro rispetto ai 75 dell’anno precedente.
“I dati sono simili allo scorso anno, in leggera crescita anche se le transazioni online sfuggono alle stime – spiega il direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura – grazie all’inflazione che ha invertito la rotta, attestandosi al 3 per cento su base annua, è lievemente aumentato il potere d’acquisto e quindi prevediamo che la stagione dei saldi estivi possa riscontrare maggiore successo rispetto agli ultimi anni precedenti, pur con l’incognita della pressione fiscale che, di contro, è in aumento”. Accanto alle aspettative di ripresa, il quadro del commercio tradizionale resta tuttavia segnato da fragilità strutturali. Per Confcommercio Sardegna, infatti, gli sconti rappresentano sempre meno una leva strategica e sempre più uno strumento indispensabile per la sopravvivenza economica di molte attività, soprattutto quelle di piccole dimensioni e di vicinato, esposte alla concorrenza delle grandi piattaforme digitali e alla riduzione dei margini.
“L’avvio dei saldi è un test cruciale per la tenuta del nostro sistema distributivo – spiega il presidente regionale di Confcommercio, Sebastiano Casu – Viviamo una forte polarizzazione: se le aree a maggiore vocazione turistica riescono a beneficiare dell’arrivo dei visitatori, i centri urbani e i negozi di prossimità continuano a subire una contrazione strutturale senza precedenti”. Secondo l’associazione, negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso circa un’impresa commerciale su sei, mentre il commercio al dettaglio tradizionale ha registrato una flessione superiore al 20 per cento. Una dinamica che interessa anche il Sud dell’Isola, dove le attività dei centri storici devono confrontarsi con il calo della domanda interna e con la concorrenza crescente dell’e-commerce. Per i negozi indipendenti, spiegano da Confcommercio, i saldi rappresentano una “boccata d’ossigeno”, utile a generare liquidità immediata e a liberare i magazzini in vista delle nuove collezioni.
Al tempo stesso, però, il ricorso agli sconti incide ulteriormente su margini già compressi dall’aumento dei costi di gestione. In questo contesto, il comparto dell’abbigliamento e dell’attrezzatura sportiva tecnica appare tra i più dinamici, sostenuto dalla domanda legata al turismo outdoor e alle attività all’aria aperta, con un’offerta sempre più orientata alla consulenza specializzata e ai servizi personalizzati. Sulla necessità di regole uniformi interviene anche il presidente regionale di Federmoda Confcommercio, Pasquale Ambrosio, che richiama l’esigenza di condizioni competitive eque tra operatori. “È indispensabile il rispetto di norme certe e controlli efficaci affinché tutti possano competere nelle stesse condizioni”, osserva. Contestualmente, invita a una riflessione più ampia sul sistema dei saldi, prospettando maggiore flessibilità nella gestione delle promozioni e nella selezione dei prodotti scontabili. (ilsarrabus.news) fonte: Agenzia Nova

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