SARDEGNA, Ambientalisti Grig: “Nessuna emergenza cinghiali, no a proroga caccia”
Emergenza per i danni all’agricoltura, alla sicurezza per il numero di sinistri stradali causati dai cinghiali? Un allarme, quello lanciato da Region e Coldiretti che, secondo gli ambientalisti del Gruppo d’Intervento giuridico, va preso con le pinze: “Non si ha notizia di un aggiornato riscontro dei danni effettivi apportati al settore agricolo dalla fauna selvatica, con particolare riferimento al Cinghiale (Sus scrofa meridionalis), ma sono pubblicamente disponibili solo dati risalenti a 10 anni fa (report sui danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica in Sardegna (2008-2013)) con importi decisamente modesti (fino a 400 mila euro nel 2013) – scrive in una nota il presidente del Grig, Stefano Deliperi – Nemmeno si ha un dato aggiornato e reso pubblico sugli incidenti stradali causati dai Cinghiali (nel 2014 gli incidenti causati da tutta la fauna selvatica sono stati circa 500)”.
Gli ambientalisti evidenziano come “la recente indagine nazionale condotta dall’I.S.P.R.A. sulla gestione del Cinghiale nel periodo 2015-2021 ha visto la stima della presenza di circa 1,5 milioni di esemplari su tutto il territorio nazionale, in crescita nonostante i circa 300 mila esemplari abbattuti ogni anno (con una crescita del 45 per cento nel periodo considerato rispetto agli anni precedenti. E un aumento dei danni in agricoltura stimati in una media annuale di 17 milioni di euro su tutto il territorio nazionale. La cosa curiosa è che nessuno sembra chiedersi come mai i cinghiali sono aumentati in tali dimensioni e come mai è aumentato il loro areale. Soprattutto, come mai più esemplari vengono uccisi e più il Cinghiale aumenta la sua diffusione”.
Secondo il Gruppo d’intervento giuridico, “la crescente disponibilità alimentare in campagna e nelle periferie urbane determinata dalle numerosissime discariche abusive, le reiterate immissioni a fini venatori, l’ibridazione con il Maiale allevato allo stato brado o semi-brado e il conseguente aumento della fecondità, la caccia tutt’altro che selettiva sono i fattori dell’aumento dei cinghiali in Italia. Insomma, più fesserie umane che colpa del cinghiale. Fortunatamente è stata recentemente autorizzata in Italia la sperimentazione di contraccettivi temporanei per l’Ungulato, metodo che potrebbe incruentemente contenerne il numero”.
Il presidente dell’associazione ambientalista evidenzia che “secondo la recente indagine nazionale I.S.P.R.A., la Sardegna non rientra, comunque, fra le regioni dove i Cinghiali hanno causato maggiori danni all’agricoltura. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico ha, quindi, chiesto ai Ministri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e all’I.S.P.R.A. di esprimere un formale diniego alla proroga della caccia al Cinghiale in Sardegna in regime ordinario per le quattro domeniche di febbraio 2023, in quanto in palese violazione del periodo massimo di caccia previsto (1 novembre – 31 gennaio) rientrante in quel nucleo minimo di disposizioni per la salvaguardia del patrimonio faunistico stabilito dallo Stato che le Regioni e le Province autonome possono solo ampliare, ma non restringere, per giurisprudenza costituzionale costante”. (ilsarrabus.news)
