Sardegna

Published on Luglio 3rd, 2026 | by Redazione

0

ENERGIA, Confartigianato, in Sardegna costi cresciuti del +6,1 per cento in tre mesi per crisi Hormuz

Nei primi tre mesi successivi all’avvio della crisi di Hormuz, in Sardegna i prezzi di elettricità e gas hanno registrato un incremento del 6,1%, un dato inferiore rispetto alla media italiana pari al 7,7% e al contempo più marcato rispetto all’andamento medio dell’area euro (+0,3% nell’Unione europea a 27 e +1% nell’Eurozona). È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati ISTAT 2026, che ha esaminato l’evoluzione dei costi energetici tra febbraio e maggio in tutti i Paesi dell’Unione europea. Il quadro territoriale mostra una dinamica disomogenea a livello nazionale: le crescite più elevate si registrano nel Trentino-Alto Adige (+12,8%), in Veneto (+12,2%) e in Friuli-Venezia Giulia (+11,6%). Incrementi superiori alla media anche in Toscana (+8,9%), Marche (+8,6%) e Lombardia (+8,1%). Nel Mezzogiorno, invece, l’aumento risulta più contenuto: oltre alla Sardegna (+6,1%), si collocano Basilicata e Campania con lo stesso dato, la Calabria (+5,7%) e la Sicilia (+4,8%). Sul piano europeo, l’Italia risulta il Paese con la crescita più elevata nel periodo considerato (+7,8%), seguita dalla Francia (+5,2%), mentre Germania e Spagna registrano andamenti in calo o in diminuzione, rispettivamente -0,5% e -11,8%. La Spagna si distingue inoltre per il volume degli interventi messi in campo contro il caro energia, pari a 4,8 miliardi di euro, il 40,3% del totale europeo di 11,8 miliardi.
Secondo l’analisi, lo scenario confermerebbe una nuova fase di tensione sui prezzi energetici, con livelli che a febbraio 2026 (media degli ultimi dodici mesi) risultano ancora superiori del 43,5% rispetto al 2021, periodo precedente alla crisi energetica.Sul tema interviene il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Giacomo Meloni, che sottolinea le difficoltà del sistema produttivo: “Le imprese sarde affrontano una nuova crisi energetica senza aver assorbito gli effetti del 2022”. “Le imprese sarde, così come quelle del resto dell’Unione Europea, stanno affrontando una nuova crisi energetica senza aver assorbito gli effetti di quella del 2022 – commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – nella maggior parte dei casi caricandosi questi extracosti per non farli gravare sui prezzi finali di prodotti e servizi”. “Poi ci sono le famiglie e le fasce deboli – continua Meloni – sempre più costrette a fare scelte importanti, come quelle di vivere in ambienti freschi d’estate o caldi d’inverno o di mettere insieme il pranzo con la cena”. Nel delineare le prospettive, Meloni richiama la necessità di interventi strutturali e di un cambio di approccio nella gestione dei consumi: “Il caro energia ci deve far capire come sia fondamentale ottimizzare il consumo di energia attraverso interventi comportamentali e, soprattutto, con le nuove tecnologie – prosegue Meloni – la transizione verso le basse emissioni di carbonio è una delle scelte decisive che dobbiamo attuare, così come tutto il nostro Paese deve fare e sta facendo. Dobbiamo compiere scelte lungimiranti, coraggiose e decise sulla base degli strumenti che oggi abbiamo a disposizione”. 
Un passaggio viene poi dedicato alle strategie già adottate dal tessuto produttivo e al ruolo delle istituzioni: “Le imprese stanno facendo la loro parte intervenendo sull’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e optando per proposte tariffarie migliorative della attuale – sottolinea il Presidente di Confartigianato Sardegna – e, allo stesso tempo, auspichiamo che anche il legislatore possa adoperare misure che vadano nella direzione del contenimento dei costi in bolletta”. “Non è certo da oggi che diciamo come il caro-energia freni la competitività delle piccole imprese – aggiunge – per questo è necessario riequilibrare il carico fiscale sulle bollette che, da anni, penalizza le realtà più piccole, costrette a pagare oneri sproporzionati rispetto ai grandi energivori”. Infine, un appello al monitoraggio costante del sistema produttivo regionale e alla tutela della capacità di risposta delle imprese: “Su questi temi auspichiamo la giusta attenzione anche da parte delle Istituzioni – conclude Meloni – nel frattempo stiamo monitorando cosa accade nelle nostre realtà produttive. Dobbiamo evitare a tutti i costi che le nostre imprese, le nostre officine, i nostri cantieri e i nostri laboratori, a causa dell’impennata dei costi che sarebbe impossibile da trasferire sui consumatori finali, fossero costretti a rinunciare ai nuovi ordini, nonostante la fortissima richiesta di beni e servizi”. (ilsarrabus.news) fonte: Agenzia Nova

:

Tags: ,


About the Author




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Back to Top ↑