VILLAPUTZU, A piedi alla scoperta della caletta di S’Acqua e S’Ulimo: il sentiero vista mare per tutti (con nuraghe incluso)
Non serve essere escursionisti esperti, né avere lo zaino da montagna e le scarpe da trekking per scoprire uno degli angoli più suggestivi della costa di Villaputzu. Basta una mattina libera, un paio di scarpe comode e un po’ di curiosità. La meta è la caletta de S’Acqua e S’Ulimu, lungo il tratto di costa di Su Franzesu, un percorso di circa 8 chilometri tra andata e ritorno che regala calette nascoste, panorami sul mare e scorci ancora poco conosciuti. A raccontarlo è Natale Porcu, anima della Protezione Civile Sarrabus-Gerrei ed esperto di cammini, con diversi Cammini di Santiago alle spalle. “Quello che ho fatto l’altro giorno è stata una semplice camminata qui vicino, un percorso che in realtà chiunque può fare. Si trova nella zona di Porto Tramatzu, quindi proprio in un contesto bellissimo”. Il punto di partenza è il parcheggio di via del Corallo, nel comparto 7 di Villaputzu. Da lì il percorso si sviluppa prevalentemente su sterrato, accompagnando il visitatore lungo una costa dove il mare resta sempre il compagno di viaggio.
“È un percorso abbastanza facile, turistico, 8 chilometri in tutto tra andata e ritorno”, racconta Natale. Un itinerario che, secondo l’esperto di cammini, potrebbe diventare un ulteriore elemento di valorizzazione turistica del territorio. “Mi auguro che la nuova amministrazione possa iniziare a sistemare una adeguata segnaletica, così da permettere agli ospiti che arrivano nel Sarrabus, e in particolare a Villaputzu, di conoscere questi percorsi”. Una richiesta nata anche dall’esperienza quotidiana sul campo. “Sono tante le persone che incontro e che mi chiedono: ‘Mi scusi, ma dove si arriva?’. Servirebbero quindi indicazioni chiare”. Perché anche il turista più tradizionale, quello che arriva per il mare, spesso cerca qualcosa in più. “Molti arrivano da altre zone d’Italia e dicono: ‘Il mare va bene, però alla mattina mi manca la camminata’”. E questo percorso risponde proprio a quella esigenza. “Una persona con un semplice paio di scarpe da tennis, senza necessariamente avere scarponi da trekking, può percorrerlo tranquillamente, ammirando il mare, il paesaggio e godendosi il fresco della mattina”.
La passeggiata può essere affrontata scegliendo due diverse prospettive: quella più vicina alla costa oppure quella panoramica in quota. “Io ieri ho seguito quella che chiamo la ‘via bassa’, cioè il percorso sul lungomare. Dopo una prima breve salita, superate le villette, si prosegue lungo una carrareccia tenuta molto bene, che è stata sistemata lo scorso anno, fino ad arrivare alla spiaggetta di S’Acqua e S’Ulimu”. Da qui il sentiero continua tra piccole insenature e scorci sul mare, fino a una variante che permette di chiudere un anello passando dalla parte alta del percorso. “Al rientro, invece di ripercorrere la stessa strada, si può passare nella zona dell’ovile di S’Acqua e S’Ulimu. Da quel punto parte un sentiero che sale in cresta e passa vicino alla vecchia sorgente, ancora attiva tutto l’anno”. Il tracciato porta anche ai ruderi del Nuraghe Su Franzesu, da cui prende il nome quella parte della costa. “La parte più bella è sicuramente il panorama dall’alto. Si può scegliere se fare all’andata la parte bassa sul mare e al ritorno quella alta in cresta, oppure il contrario, godendo sempre di prospettive diverse sulla costa”. Un piccolo viaggio a piedi, conclude Natale Porcu, “per raccontare e mettere in evidenza questi angoletti del territorio” che meritano di essere conosciuti. (ilsarrabus.news)
