SAN VITO, Due sorelle e gli stessi ricordi vissuti diversamente: il primo libro di Tania Mirai
Due sorelle possono nascere dalla stessa famiglia, attraversare gli stessi anni e custodire gli stessi affetti, senza per questo avere vissuto la medesima storia. È attorno a questa distanza, sottile ma spesso decisiva, che Tania Mirai, 36 anni, di San Vito, costruisce “Figlie della stessa sorgente-Una fiaba sui legami che mutano nel tempo”, il suo primo libro, pubblicato nel 2026 in maniera indipendente attraverso Amazon Kdp. Le protagoniste sono Nora e Soleil, sorelle divise da sei anni e soprattutto da due differenti maniere di cercare e riconoscere l’amore: la prima vuole capire, trovare il proprio spazio ed essere riconosciuta, la seconda si muove seguendo il cuore, la vicinanza e le emozioni. Infanzia, incomprensioni, distanze e piccoli gesti accompagnano così una crescita nella quale ciascuna impara, poco alla volta, a osservare il passato anche attraverso gli occhi dell’altra. “Perché alcuni legami non restano uguali. Crescono insieme a noi”, è la frase con cui l’autrice racchiude il senso di un racconto nel quale il tempo non cancella necessariamente le distanze, ma può insegnare a comprenderle.
Quella scelta da Tania Mirai non è però la strada dell’autobiografia in senso stretto. “Figlie della stessa sorgente” è una fiaba contemporanea ispirata a una storia vera, nella quale la cronaca dei fatti cede deliberatamente il passo alle tracce che quei fatti lasciano nelle persone. A fare da immagine guida è l’acqua: “Nora è l’Acqua che Cerca, perché osserva, si interroga e prova a comprendere. Soleil è l’Acqua del Cuore, perché sente prima ancora di spiegare”. Due corsi differenti che continuano però a rimandare alla medesima origine, alla “stessa sorgente” evocata dal titolo. Ne viene fuori una storia di sorellanza ma anche di crescita, spazio personale, cura, incomprensioni e possibilità di cambiare lo sguardo sulle persone amate. Un libro pensato per ragazzi e adulti, costruito sull’idea che la fiaba possa raccontare anche la vita reale e conservarne la delicatezza senza addomesticarne i sentimenti.
Prima del libro, del resto, non c’era alcun progetto letterario. C’era una storia che Tania Mirai sentiva il bisogno di raccontare e c’era l’incoraggiamento del compagno, persuaso che quelle fiabe contemporanee nate dalla vita potessero trovare ascolto anche fuori dalle mura di casa. “Volevo lasciare qualcosa a mia figlia, raccontarle persone, legami ed emozioni reali con la morbidezza della fiaba”, spiega l’autrice. Da quel desiderio hanno preso forma racconti nei quali ricordi ed esperienze vengono custoditi senza essere semplicemente riprodotti. Tania Mirai non nasce infatti come scrittrice di professione: il suo punto di partenza sono la vita vera, le persone e soprattutto le emozioni che rimangono quando i fatti sono ormai trascorsi. “Mi interessano i punti di vista diversi, le parole non dette, i legami che cambiano nel tempo e i piccoli gesti che, a distanza di anni, acquistano un significato nuovo”. È da qui che nasce il suo esordio, prima pensato come una storia da conservare per la figlia e poi diventato un racconto da affidare agli altri: una fiaba nella quale la realtà non scompare, ma prova semplicemente a raccontarsi con una voce più lieve. (ilsarrabus.news)
