Cultura

Published on Maggio 26th, 2018 | by Redazione

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STORIA, Nel 1941 la malaria costrinse le autorità a chiudere una scuola di Villaputzu

Il 19 Dicembre 1930 il Medico sanitario di Villaputzu, Dottor Luigi Murru, provvede alla redazione di una relazione sullo stato igienico sanitario delle Scuole comunali riferita al mese di Novembre dello stesso anno.

 

Segnalò che i locali adibiti ad uso delle scuole rispondevano tutti alle norme igieniche e che le latrine non erano ancora fornite di acqua corrente ma rispettavano ugualmente i parametri dell’igiene. Le condizioni di salute degli alunni erano eccellenti, pochissimi i casi di tracoma e rarissime le recidive dei casi di malaria.

Non possiamo raccontare la stessa positiva condizione nel successivo decennio del 1940, infatti il 2 Agosto del 1941 il Provveditorato agli Studi di Cagliari o meglio la Regia Direzione Didattica delle Scuole Rurali di Cagliari invia una raccomandazione al Podestà di Villaputzu sulla disinfezione e sulla pulizia dei locali scolastici: “In forza delle nuove disposizioni sul calendario scolastico, la riapertura delle scuole è fissata col giorno 20 Agosto. Vi prego vivamente voler disporre perché venga subito provveduto per un’accurata disinfezione e pulizia delle aule delle Scuole Rurali, comprese in giurisdizione di codesto Comune. Con l’occasione raccomando caldamente di non limitare l’opera di pulizia a quel po’ di bianco, spesso mal dato, alle pareti. Occorre, ove necessiti, riverniciare gli arredi, riparare quelli guasti, sostituire i vetri mancanti, rivedere che porte e finestre chiudano bene, predisporre il campicello scolastico per le esercitazioni di lavoro. Conto sul vostro personale interessamento perché le aule abbiano quel tono di dignità quale si conviene alla scuola… perché completa ne sia funzione educativa.”

In risposta a questa, l’11 Agosto il Podestà comunica l’impossibilità che le lezioni iniziassero il 20, quasi tutta la popolazione scolastica risultava colpita dalla malaria che proprio quell’estate aveva assunto proporzioni addirittura preoccupanti: “La maggior parte degli alunni si trovano in paese per la cura della malaria e non farà rientro alle rispettive abitazioni di campagna prima della seconda quindicina di Settembre.”

L’eccezionale sviluppo di malaria colpì la quasi totalità dei ragazzi e non si escludeva una nuova infezione appena sarebbero arrivate le prime piogge, si chiedeva quindi il rinvio dell’apertura delle scuole che date le circostanze avrebbe avuto come risultato l’assenza quasi totale degli alunni.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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