Cultura

Published on Maggio 24th, 2019 | by Redazione

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STORIA. 1865, Villasimius insorge: “Dateci la nostra strada”

Mi fo avanti onde ricacciare in gola i villani insulti scagliati e spudorate menzogne ordite dal Consigliere provinciale Sulis contro il Comune di Villa-Simius…difendo puramente la giustizia… espongo meramente la verità”. Era il 23 settembre 1865 quando il Consigliere Provinciale Daniele Angius Tendas sbottava con la presente relazione. L’oggetto conteso è il tracciato dello stradone Cagliari-Sarrabus.

 

Dopo il 1848 il Governo decretò una rete di strade nell’Isola, ma alcuni “mestatori” con bilance inique divisero il popolo isolano in due distinte classi: Una privilegiata Occidentale, arricchita di strade, ponti e strade ferrate; l’altra Orientale, diseredata e abbandonata, considerata dimora di capre, stambecchi e camozze arrampicate per balze, burroni e dirupi.

Era lampante l’ingiustizia e da lì a poco il Sanna rimediò col decorarla di una strada litorale da Cagliari al Sarrabus, che non lasciasse indietro un solo comune e che costeggiasse il lido del mare o i suoi più prossimi dintorni. Ma stando alla relazione di Angius T. alcuni componenti della Camarilla inciuciarono con parole e fatti per tenere ben lontano il neonato Villa-Simius, definendolo spopolato e a dir poco incolto; e nella riunione del 12 settembre rimossero la strada dal litorale per centralizzarla. Da qui nasce l’ira di Angius Tendas contro il Cav. Maurizio Sulis, ritenuto l’artefice capo.

Con quale criterio osate affermare d’essere spopolato quando le statistiche lo trovano sempre in aumento? Quante famiglie sarrabesi non espatriano per sistemarsi in questo Comune? Ditemi perché asserite che i terreni sono sterilissimi, e le vigne sono pochissime e di pessima qualità. Udite bene e spalancate le orecchie: Il fu Generale Incani ebbe per lo spazio di tre anni la permanente bottega al tempo di Schirru Satta in Muravera e il negoziante Giuseppe Etzi incettava cento ettolitri di vino all’anno; senza contare gli altri speculatori. Perché dite e assicurate che questo Comune da qui a poco si ridurrebbe in un caprile? Villa-Simius resterà, vive e vive sempre perché è baldo di volontà e vigoria infantile in tutte le sue cose. Cosa sono i vostri compaesani per meritarsi la strada esclusivamente per il loro beneficio; il commercio vostro s’ incaglia forse per un paio d’ore passando per Castiadas, Villa-Simius, Solanas, e Quarto Sant’Elena, o rappresentate lo spettro dell’egoismo, il più schifoso? Quale ragione affacciate onde centralizzare ciò che deve essere litorale? Vorreste immolare il benessere di una nascente popolazione che al pari di voi suda e paga per ponti e strade; calpestando legge, legislatore e Governo? Ditemi, da San Priamo a San Gregorio vi è forse qualche tenimento o non è perfettamente solitario per lo spazio di cinque o sei ore, trasformando lo stradone in una fossa glaciale d’inverno e soffocante dalla cocente afa d’estate? Ditemi non è centrale qui il cammino mentre nell’altra linea è la legge, il benessere di tutti e la giustizia. In questa, egoismo, ingiustizia, furto, infrazione della legge, che appoggiati dalla Camarilla Provinciale il 12 settembre non si mostrò ne equa, ne giusta ne intelligente, rimuovendo la strada dal litorale per centralizzarla. Voi brutalmente mentiste! Ne convenite?… Il popolo ponderi, Il Governo giudichi; adesso a voi o Consigliere Sulis, rispondete poichè io attendo”. Villa-Simius 23 settembre 1865 Daniele Angius Tendas.

Angelo Picariello

(ilsarrabus.news)

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