Sarrabus

Published on Marzo 27th, 2018 | by Redazione

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SARRABUS, L’appello dell’associazione Gemini: “Puntiamo sul comparto agrumicolo”

La rinascita di un comparto agrumicolo rappresenterebbe il vero punto di partenza per la rinascita del Sarrabus. Ne sono convinti i volontari che fanno parte dell’associazione Gemini di Muravera che ha come scopi statutari favorire lo sviluppo di attività lavorative rivolte ai giovani e al lavoro femminile puntando sulle risorse che il territorio offre nel rispetto della biodiversità e ecosostenibilità. Rientra nei progetti la riqualificazione e la reintroduzione di una varietà autoctona di arance “tardivo” di San Vito.

 

Affinché il comparto agricolo del Sarrabus possa essere trainante – si legge in una nota – è necessario un ricambio generazionale, un gruppo di giovani imprenditori determinati a cimentarsi nel lavoro agricolo puntando sulla qualità, sulla sostenibilità ambientale, sulla genuinità, sulla produzione di eccellenze che devono diventare la nostra arma per competere in un mercato che, fortunatamente, oggi è in grande espansione”

Si parla spesso di turismo – continuano i volontari dell’associazione Gemini – ma non si potrà costruire nessun serio progetto in questo campo se non si valorizza il ruolo dei contadini nel modellare e proteggere il paesaggio, nel coltivare i prodotti che caratterizzano il settore gastronomico. Puntare su varietà emergenti che mal si adattano al nostro microclima, inseguendo scelte di mercato imposte da altri paesi o da agronomi scaltri, che creano illusione di facili guadagni, abbandonando il patrimonio genetico che già si è adattato al territorio, sarebbe un tremendo errore”.

Quali allora le soluzioni? Per l’associazione Gemini “senza una presa di coscienza e una forte coesione tra produttori uniti sotto un con un solo marchio identificativo, senza un ripristino immediato dei vecchi agrumeti non si avrà futuro. Anche la politica si deve far carico anche delle esigenze degli agricoltori. Il Sarrabus soffre di carenza d’acqua in maniera endemica, si presenta in maniera sempre più pressante la necessità di un consorzio irriguo che soddisfi le esigenze delle nostre coltivazioni. Il consorzio irriguo deve diventare una delle priorità l’acqua è indispensabile e il prelievo in falda è diventato insostenibile, abbiamo bisogno di acqua dei nostri fiumi: non si può assetare un’area ricchissima di acqua per soddisfare il fabbisogno di pochi. Continuando così rischiamo di desertificare i nostri campi con il crescente aumento della salinità in quanto sta venendo a mancare l’acqua dolce di ripristino e di spinta di contrasto in falda”.

Lanciamo quindi un accurato appello alle amministrazioni comunali – concludono i volontari di Gemini – affinché diventino portavoce nelle sedi competenti, coscienti delle problematiche che tutti i giorni gli agricoltori vivono”.

(ilsarrabus.news)

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