Cultura

Published on Agosto 8th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Il monachesimo greco e le chiesette dedicate a San Giovanni Battista

Chi visita il territorio del Sarrabus andando alla ricerca dei beni culturali eretti nel primissimo Medioevo noterà certamente la presenza di due edifici religiosi costruiti in prossimità della costa dedicati entrambi al culto di San Giovanni Battista. Per capire l’origine dei due edifici religiosi, uno situato in località Peschiera di San Giovanni a Muravera e l’altro in località Murerau a Villaputzu, occorre fare un salto indietro nel tempo fino al VI secolo d. C.

 

Il 534 è una data storica importante per la Sardegna, in quanto l’Isola diventò ufficialmente bizantina in seguito alla cacciata dei Vandali da parte dell’imperatore Giustiniano. La presenza del monachesimo greco favorì la diffusione dei culti bizantini in Sardegna, le cui tracce sono visibili ancora oggi grazie alla presenza di numerose chiese.

Testimonianza del passaggio del monachesimo orientale nel Sarrabus sono le due chiesette intitolate a San Giovanni Battista. Il fatto che i due edifici religiosi vennero edificati in prossimità del mare e degli stagni non è un caso, infatti la ragione è legata a fattori alimentari riconducibili ai lunghi e rigidi digiuni quaresimali seguiti dai monaci orientali, che seguivano un’alimentazione che prevedeva “pesce senza sangue”, ovvero granchi, arselle, cozze o bottarga, la stessa ragione che portò alla realizzazione di un altro edificio di culto molto importante per l’arte bizantina sarda, ovvero la chiesa di San Giovanni Battista nella penisola del Sinis (OR).

La chiesetta di San Giovanni di Muravera, conosciuta in realtà come “Santu Giuanneddu” perché si festeggiava la nascita del Santo, fu eretta nella prima fase di cristianizzazione del Sarrabus e restaurata dopo varie peripezie nei primi anni 2000.

La chiesa oggi si presenta, esternamente, in quello che probabilmente era il suo aspetto antico. L’edificio di culto, che nei secoli passati subì diverse devastazioni e saccheggi da parte degli invasori Musulmani che sbarcavano nella costa, invasioni che fra l’altro portarono alla costruzione per scopi di difesa, in età spagnola, dell’antica Torre dei Dieci Cavalli vicina all’edificio di culto, è menzionata per la prima volta in un documento risalente alla fine degli anni ’70 del Settecento, nel quale si indicava il fatto che era distante circa mezz’ora dal centro abitato di Muravera e che ogni anno veniva celebrata una festa in onore del santo.

L’edificio di culto, costruito in pietra, presenta un impianto rettangolare col prospetto principale orientato a Ovest, nel quale è visibile il vano d’accesso sovrastato da un architrave composto da legno di ginepro, sormontato dal tetto a spioventi, al centro del quale è visibile un piccolo campanile a vela.

All’interno sono ancora visibili le tracce di un’antica finestrella, attualmente murata, sul lato sinistro, mentre l’antica nicchia è stata ampliata durante il restauro per ospitare una nuova scultura lignea del santo. Intorno alla metà del XIX secolo la chiesetta fu abbandonata e venne riedificata nel 1922 grazie a un gruppo di abitanti muraveresi guidati da Severino Pitzalis, che chiesero l’aiuto delle offerte della popolazione. Nonostante la riedificazione dell’edificio esso venne nuovamente abbandonato e sconsacrato fino alla riqualificazione del 2005.

Spostandoci a Villaputzu, a pochi chilometri dal centro abitato e dalla località turistica di Porto Corallo, è possibile ammirare la chiesetta di San Giovanni Battista sita in Murerau, distante pochissimi chilometri dall’antica Sarcapos e dallo stagno Sa Praia.

A differenza della chiesetta omonima muraverese, l’edificio religioso di Murerau ha mutato il suo aspetto originario a causa dei numerosi interventi di restauro. Si tratta di una chiesa mononavata a pianta rettangolare, la cui facciata è caratterizzata da una copertura dall’andamento parabolico terminante in due lesene laterali e al cui centro si trova un portale d’accesso alla chiesa sormontato da una finestrella circolare e da un piccolo campanile a vela, quest’ultimo presente anche nell’edificio muraverese.

La chiesa di San Giovanni in Murerau svolse un importante ruolo di conservazione delle opere d’arte presenti nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina di Villaputzu durante la fase di ampliamento seicentesca, infatti in un documento datato 24 giugno 1627 fu menzionata la chiesa di San Giovanni perché al suo interno fu trasportato un retablo dedicato a Santa Caterina, oggi perduto.

Angelica Porcu

(ilsarrabus.news)

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