Cultura

Published on Marzo 25th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, I segreti dei menhirs di Cuile Piras e Nuraghe Scalas

La Sardegna prenuragica offre a coloro che sono appassionati di archeologia e storia la possibilità di ammirare dei beni culturali noti con il nome di menhir. Il significato del termine menhir è legato al linguaggio bretone, con “men” che significa pietra e “hir” lunga.
Si tratta di megaliti monolitici, ossia grandi pietre dalle dimensioni variabili erette singolarmente o in gruppi.
Questi monumenti furono innalzati nel corso del Neolitico in Europa, Asia e Africa, con una maggiore densità in Bretagna, nelle Isole Britanniche e in Sardegna.
Nell’Isola i menhir sono conosciuti dalla popolazione anche con l’appellativo di “perdas fittas”, una definizione indicante la caratteristica che tali monoliti sono conficcati nel suolo.
Nel Sarrabus, nel territorio comunale di Muravera, sono presenti due siti archeologici caratterizzati dalla presenza dei menhir; il primo, più conosciuto, è il sito di Cuile Piras, mentre il secondo si trova nell’area del cosiddetto Nuraghe Scalas, nei pressi della località turistica di Costa Rei. 
Il complesso megalitico di Cuile Piras consta di ben 53 menhir disposti in circoli e allineamenti che ricordano altri siti archeologici, come ad esempio quello di Stonehenge in Gran Bretagna, impiegato come luogo di culto dagli antichi Druidi al fine di svolgere riti  astronomico – religiosi legati all’agricoltura.
Anche il sito di Cuile Piras è legato alle antiche conoscenze astronomiche possedute dalla civiltà prenuragica, infatti era possibile determinare gli equinozi, i solstizi, i noviluni e l’inizio dell’anno astrologico, conoscenze fondamentali per lo sviluppo dell’agricoltura.
Per quanto riguarda i menhir di Nuraghe Scalas è possibile affermare che sono ubicati a circa 200 metri dal rilievo su cui venne edificato il nuraghe omonimo.
In questo sito è possibile ammirare ben 43 blocchi monolitici disposti in gruppi e allineamenti che variano dai 3 ai 5 menhir. Questi beni culturali furono studiati mediante un elaboratore elettronico e una procedura meccanografica col fine di individuarne la funzione; anche in questo caso vennero innalzati con la funzione di individuare i cicli stagionali. Angelica Porcu (ilsarrabus.news)

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