Muravera

Published on Gennaio 16th, 2021 | by Redazione

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MURAVERA, Scandalo appalti e rifiuti, l’ipotesi di reato ora è la corruzione

Corruzione. È il reato che i magistrati di Cagliari hanno contestato a Federico Contu, uno dei due funzionari del Comune di Muravera indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla luce irregolarità e illeciti nella gestione dell’appalto sulla pulizia delle strade a Muravera e alla scoperta dello smaltimento illegale di 1500 tonnellate di rifiuti, oltre che di fatturato di costi non riconducibili al capitolato.  Un’accusa di non poco conto per la quale Contu, se processato e riconosciuto colpevole rischierebbe dai due ai cinque anni di carcere. Ciò che il pm Luca  Forteleoni contesta a Contu è aver chiuso un occhio sulle irregaolarità della ditta La Roccia srl, titolare dell’appalto per la pulizia delle strade del paese, in cambio dell’utilizzo per fini personali dei mezzi della ditta di i cui titolari, Andrea Farci e Tiziana Seu (già interrogati dai magistrati) già nel 2014 non aveva più i requisiti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. 

Eppure la società ha ottenuto la proproga dell’incarico dal Comune di Muravera per gli anni successivi. Un fatto del quale Federico Contu e Paolo Alterio (quest’ultimo a capo dell’ufficio tecnico) i due funzionari comunali dovranno dare spiegazioni. L’ipotesi di reato per entrambi, è quella di abuso d’ufficio aggravato e continuato ma la posizione di Contu si è aggravata ed è stato accusato di corruzione. Federico Contu, ad ogni buon conto, potrà rientrare in servizio in quanto è stata revocata la misura cautelare della sospensione dal lavoro, un atto dovuto dal momento che i magistrati hanno ritenuto che il funzionario non potesse più inquinare od occultare eventuali prove a suo carico e, soprattutto possibilità di reitarare il reato. 

Ora la palla passa ai magistrati della Procura di Cagliari che dovranno decidere sul rinvio a giudizio non solo Alterio e Contu ma di tutte le persone coinvolte nella vicenda che è stata portata alla luce grazie alle indagini compiute dagli uomini della Guardia di Finanza della Tenenza di Muravera e dei rangers del Corpo Forestale. La domanda che ci si pone è come è stato possibile che  una ditta che non aveva più i requisiti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti abbia potuto ottenere la proroga dell’incarico dal Comune di Muravera per gli anni successivi. al 2014.  Inoltre, secondo quanto appurato dagli investigatori, la ditta di Andrea Farci e Tiziana Seu dichiarava anche il possesso di tre macchinari, i quali non erano mai stati nella disponibilità del parco logistico dell’azienda ma per  la cui manutenzione e impiego venivano emesse delle fatture a carico del Comune di Muravera. (ilsarrabus.news)

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