Muravera

Published on Aprile 18th, 2026 | by Redazione

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MURAVERA, Il paese in festa per la Sagra degli Agrumi, domani, 19 aprile, la grande sfilata

La Sardegna e le sue tradizioni più vere e genuine passano da qui, da Muravera e dal Sarrabus Domani, domenica 19 aprile sarà il gran giorno, il momento centrale della 52 esima edizione della Sagra degli Agrumi di Muravera. Dalle 10.30, via Roma si trasformerà in un “corridoio” di memoria e orgoglio, attraversato dalla grande sfilata, da sempre il cuore de Sa Festa. Si parte dalla zona del cimitero, si arriva all’incrocio con via San Leonardo. In mezzo, un’Isola, la Sardegna, e un territorio, Muravera e il Sarrabus, che si mostrano come sono, senza trucco.
Sfileranno gruppi folk (tantissimi, un centinaio provenienti da tutta l’Isola), maschere, suonatori e cavalieri. Ad incantare turisti e residenti saranno, come sempre, le “etnotraccas”: non carri, ma racconti in movimento. Strutture curate fino all’ultimo dettaglio, decorate con agrumi, attrezzi, tessuti e oggetti della vita di un tempo. Dentro, scene contadine, mestieri, riti quotidiani. Il loro incedere lento, restituisce il ritmo di un mondo che non correva a ritmi vertiginosi, come oggi, ma sapeva rispettare i ritmi della natura.
Intorno si muove il suono: launeddas, organetti, voci. E si muove il colore: costumi diversi, paese per paese, cuciti con pazienza e tramandati con rispetto. I cavalieri, con le loro bardature, danno al corteo una misura antica. Raccontano di un tempo che fu ma anche di tradizioni e passioni che proseguono immutate anche oggi.
Il pomeriggio cambia solo il palcoscenico. Dalle 16 piazza Europa ospita le esibizioni dei gruppi folk e la Rassegna di Suoni e Danze Popolari. Un contesto nel quale è previsto il riconoscimento alla carriera per Maria Luisa Congiu, voce simbolo della musica sarda. La conduzione è affidata alla bravura di Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu.
Non basta. Dalle 15 musei aperti: alla Casa dei Candelai il workshop “Cera-Miele-Torrone”, tra dialoghi e teatro con la compagnia “La Forgia”; al MIF le mostre “Storie di donne al lavoro” e “Bistimentas Sarrabesas”, dedicate ai dettagli nascosti dell’abito tradizionale.
E poi le “pratzas”, il cuore diffuso della Sagra. Case e cortili che si aprono e diventano tappe di un percorso fatto di sapori e accoglienza: da Casa Vargiolu a Casa Shardana, da Casa Serpau a Domu Elvira, fino a Sa Coxina de tzia Italina, Domu Deiana, Casa Mascia, Domu Nina, Cantina del Sarrabus e gli altri punti ristoro.
Il programma proseguirà il 24 aprile con il concerto di Francesco Baccini e il 25 aprile con lo spettacolo di Alessandro Pili, preceduto da una giornata tra escursioni, sport e agrumeti. Ma il centro resta domani. Perché il cuore pulsante de Sa Festa, alla fine, è tutto in quel corteo: lungo, essenziale, vero, come solo sanno esserlo le tradizioni di Muravera, del Sarrabus, e dell’intera Sardegna. (ilsarrabus.news)

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