Sarrabus

Published on Marzo 27th, 2026 | by Redazione

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LIBRI, Il 23 enne di San Vito Jacopo Aledda firma “Accidiam”, viaggio tra solitudine e mondi distopici

Un interrogativo netto, quasi spiazzante, guida il nuovo lavoro di Jacopo Aledda, 23 anni, originario di San Vito, nel Sarrabus: “Se una persona è formata in base alle reti sociali che ha creato in vita, cosa succederebbe se le perdesse tutte?”. È da questa premessa che prende forma “Accidiam”, secondo romanzo dell’autore dopo l’esordio con “Desertland”, un’opera che segna un’evoluzione nella struttura narrativa e nella profondità dei temi affrontati.
“Accidiam è il termine che viene dal latino e sta per accidia, che è un peccato capitale”, spiega Aledda, indicando subito la chiave di lettura del libro. Il concetto di accidia attraversa l’intera narrazione e si lega a doppio filo con un altro tema centrale: “L’accidia è un tema molto importante per il romanzo così come il tempo”. 
Il romanzo si muove in un contesto distopico, segnato da una sovrappopolazione estrema e da un progressivo impoverimento delle relazioni umane. In questo scenario si inserisce la vicenda del protagonista, William Washington, giovane alle prese con un mondo radicalmente diverso da quello contemporaneo. “Il protagonista, che si chiama William Washington, vive in un mondo che è sovrappopolato, circa 20 miliardi di persone”, racconta l’autore, descrivendo una realtà in cui le istituzioni cercano di contenere la pressione su risorse e burocrazia attraverso soluzioni drastiche. 
Tra queste, l’introduzione di strutture dedicate al sonno criogenico: “Si costruiscono degli immensi edifici, all’interno di essi sono presenti dei dispositivi criogenici” spiega Aledda. In questo contesto, la scelta del protagonista assume un valore simbolico oltre che narrativo: “Lui decide di passare quattro anni nel sonno criogenico per cercare di evitare la burocrazia per fare la patente che lui vede come simbolo di libertà”. Una decisione che lo porterà, al risveglio, a confrontarsi con una realtà profondamente mutata, innescando un percorso di trasformazione personale.
La dimensione esistenziale del racconto emerge con forza anche nella didascalia ufficiale del libro, che descrive una società attraversata da “caleidoscopici colori e solitudini in mezzo alle folle”, dove nostalgia, ansie sociali e alienazione diventano elementi strutturali. Un mondo in cui, si legge, si assiste a “una società sempre più dedita all’escapismo dalla realtà che alla realizzazione dell’individuo”.
Il protagonista viene progressivamente messo in discussione e ricostruito lungo il corso della narrazione: “Ho voluto decostruire il protagonista man mano che avanzava nei capitoli”, osserva Aledda, precisando che “il climax secondo me arriverà durante il finale, proprio verso l’ultima pagina del romanzo”, lasciando comunque spazio alla valutazione del lettore.
La genesi di “Accidiam” è stata lunga e segnata da numerose revisioni. Dopo il primo romanzo, “Desertland”, pubblicato poco prima del diploma di maturità, l’autore si è preso una pausa di circa due anni, tornando poi alla scrittura con un progetto più complesso. “Ho fatto molte revisioni, poi naturalmente ho cercato di dare massima priorità all’università”, racconta, sottolineando l’impegno nel conciliare la scrittura con gli studi in mediazione linguistica a Cagliari. 
Il debutto con “Desertland” aveva già raccolto riscontri positivi tra i lettori. “Il primo libro è stato apprezzato da molte persone”, ricorda Aledda, evidenziando anche le numerose recensioni a cinque stelle ottenute online. 
Alla base del suo percorso c’è una passione precoce per la scrittura: “È una passione che avevo sin da piccolo – racconta – portavo dei testi di 4-5 pagine e li facevo leggere durante la lezione”. Dopo un periodo di distacco dalla lettura, la riscoperta durante la pandemia, a partire dalle opere di Lovecraft, ha riacceso l’interesse per la narrativa e aperto nuove direzioni tematiche.
“Accidiam” si propone così come un romanzo che intreccia elementi distopici e riflessioni profonde sull’identità, sul tempo e sulle relazioni, offrendo uno sguardo critico su una società sempre più veloce e, al tempo stesso, sempre più fragile nei suoi legami. Il volume è disponibile anche online su Amazon a questo link. (ilsarrabus.news)

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