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Apertis Verbis

Published on Settembre 7th, 2020 | by Redazione

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EDITORIALE. Il Sarrabus corre verso la Città Metropolitana. Addio all’Unione dei Comuni?

La grande corsa è iniziata. Verso Cagliari. Con l’ufficializzazione della rinascita delle “vecchie” province, i Comuni del Sarrabus fanno a gara per essere ammessi nella Città Metropolitana di Cagliari, nome altisonante che però nasconde una realtà “di seconda mano”: la vecchia provincia di Cagliari, quella, orfana del Sulcis e del Medio Campidano, che esisteva prima che un inutile referendum (la volontà popolare conta meno di zero) cancellasse questi enti intermedi.

 

Qualche comune del Sarrabus, in verità, avrebbe voluto essere già essere incluso da tempo nella Città Metropolitana, attratto dalla prospettiva di qualche spicciolo in più ma dovrà aspettare la conclusione dell’iter di costituzione del nuovo ente per entrare a farne parte. A loro si accoderanno tutti gli altri, un’operazione scontata che comporterà, di fatto, la fine dell’Unione dei Comuni, entità mai decollata non solo per le note carenze legislative che le hanno impedito di avere una pianta organica propria ma anche per la politica del pensare ognuno al proprio orticello, al proprio tornaconto. E così abbiamo assistito a paradossi come quello per cui ognuno dei cinque comuni ha gestito e gestisce per i fatti suoi la raccolta differenziata dei rifiuti, ha una propria politica turistica (eh si, perché avere una visione d’insieme di quello che è il settore chiave dell’economia del territorio comporta capacità e spessore politico che evidentemente sono mancati). Si è riusciti ad attivare qualcosa che tutt’ora sopravvive ma, in alcuni casi si è trasformato in un autentico flop: la polizia municipale “unitaria” è un esempio lampante di un fallimento che ha del clamoroso. Del resto pensare di creare qualcosa di buono con la mentalità del tipo “gli introiti delle multe sono miei e me li gestisco io”, oppure “i miei vigili urbani servono tutti a me” ha prodotto defezioni importanti. Ora i comuni del Sarrabus corrono tutti verso Cagliari: hanno avanzato richieste ufficiali di adesione nientemeno che alla Città Metropolitana. Troveranno La Mecca che cercano? Potranno dire la loro con autorità? O saranno realtà insignificanti “annegate” in un “mare magnum” di una settantina di piccoli e medi comuni che si presenteranno come grigi questuanti alle porte del capoluogo che, giocoforza, assorbirà la maggior parte delle risorse e delle attenzioni? Vedremo quanto i nostri amministratori, incapaci di trovare la quadra per una reale (e non solo a parole) unità interna sapranno farsi valere in una simile arena e se il territorio riuscirà ad esprimere dei rappresentanti autorevoli, ammesso che non si prediliga il modello di “democrazia indiretta” che ha caratterizzato le Unioni dei Comuni.

Ora, per forza di cose, occorre guardare con curiosità e attenzione alle elezioni comunali che saranno celebrate ad ottobre (emergenze sanitarie permettendo) a Villaputzu e Muravera. Dalle nuove amministrazioni ci si aspetta una visione e uno spessore politico che vada al di là non solo del ponte del Flumendosa ma anche del Flumini Uri, del Corr’e Pruna, passando per lo scoglio di Peppino e arrivando all’Isola dei Cavoli. Coraggio, la speranza è sempre l’ultima a morire. Michele Garbato (ilsarrabus.news)

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