ARCHEOLOGIA, I nuraghi del Sarrabus e le stelle, un legame strettissimo e misterioso
Lo scorso 11 settembre, in occasione della mia partecipazione alla manifestazione Janas in Arte organizzata dall’associazione Nuraghitours, ho avuto modo di rilevare un allineamento di nuraghi estremamente interessante. Nell’occasione erano previste una serie di conferenze, tra cui un mio intervento, sul significato astronomico dei monumenti della Sardegna preistorica, e la visita al nuraghe Tanca s’Ollastu e ad alcune Domus de Janas nel territorio prospiciente la meravigliosa Cala Sinzias a Castiadas.
Nei miei studi sugli orientamenti dei monumenti preistorici della Sardegna (Zedda 1992, 2000, 2004, 2009, 2013, 2015) ho messo in luce il significato astronomico degli ingressi, della disposizione delle torri periferiche dei nuraghi complessi e della loro disposizione sul territorio.
In relazione a quest’ultimo aspetto ho dimostrato che i nuraghi della Sardegna sono disposti secondo dettami geometrici e astronomici, ovvero secondo allineamenti coincidenti con le linee solstiziali, lunistiziali e cardinali. La disposizione dei nuraghi mostra chiari segni che attestano la volontà di sacralizzare il paesaggio da parte dei nuragici, rappresentando uno straordinario esempio di Geografia Sacra con contenuti affini a quelli che caratterizzavano le popolazioni che dettero luogo al fenomeno megalitico dell’Europa occidentale.
Un altro spettacolare esempio in tal senso è emerso durante la visita al nuraghe di Tanca S’ollastu di Castiadas. Appena salito sul nuraghe è stato facile cogliere che il nuraghe è collocato in posizione strategica rispetto ad una collina che marca l’affascinante panorama che guarda lo specchio di mare dove si affaccia Cala Sinzias, una delle spiagge più belle dell’Isola. Ho chiesto a Tatiana Simbula (socia di Nuraghitours) se in quella collina vi fosse un nuraghe e la risposta è stata affermativa; sulla cima della collina è ubicato il nuraghe San Pietro. Dalla misurazione dell’orientamento della linea geografica che interseca i due nuraghi ho rilevato che i nuraghi di Tanca s’Ollastu e San Pietro giacciono lungo una linea geografica (passante per gli azimut 302° e 122°) coincidente con linea solstiziale alba solstizio d’inverno – tramonto solstizio d’estate. I due nuraghi sono parte di uno schema astronomico in cui il nuraghe Tanca s’Ollastu rappresentava il nuraghe di osservazione e quello di San Pietro il nuraghe di riferimento per uno degli eventi astronomici più significativi della storia culturale dell’umanità: il sorgere del Sole al solstizio d’inverno.
A proposito del nuraghe Tanca s’Ollastu escluderei che fosse un nuraghe a cupola, ritengo, piuttosto, rappresenti una sorta di nuraghe a piattaforma da cui si osservava il sorgere del Sole al solstizio d’inverno in corrispondenza del nuraghe San Pietro. Non escludo che potesse essere anche punto di osservazione per altre epifanie astronomiche (per poterlo stabilire bisognerebbe ampliare lo studio). Eventuali scavi archeologici stabiliranno se fosse un nuraghe pieno (ovvero senza spazi interni) o un nuraghe a corridoio. Quello che mi pare certo è che il nuraghe conserva, con buona approssimazione, la sua altezza originaria.
Il nuraghe San Pietro è invece un nuraghe a cupola, ora svettata. Molto interessante il fatto che il suo ingresso è orientato (124° di azimut), con ottima approssimazione (appena 2° di scostamento), lungo la stessa linea geografica che idealmente congiunge i due nuraghi in oggetto. Dunque dall’interno della cella del nuraghe era possibile osservare il sorgere del Sole in corrispondenza dell’ingresso solo al solstizio d’inverno. O per meglio dire nel periodo attorno al solstizio d’inverno. L’ingresso del nuraghe San Pietro non presenta la classica architrave e il finestrino che caratterizza l’insieme dei nuraghi, mostrando uno stilema costruttivo presente in tanti nuraghi dell’Ogliastra e del Sarrabus.
Estremamente interessante anche il fatto che il nuraghe Tanca s’Ollastu venne costruito sopra una preesistente Domus de Janas, un dato che apre interessanti interrogativi storico-culturali, ma per poterli analizzare e interpretare nel modo migliore bisognerebbe studiare archeologicamente la frequentazione del sito, al fine di stabilire se fu frequentato in maniera continuativa o se l’edificazione del nuraghe venne eseguita in seguito ad un periodo di abbandono dell’arca funeraria neolitica.
Considerata la straordinaria bellezza del paesaggio, posizionandosi sul nuraghe Tanca s’Ollastu, sarà meraviglioso assistere, al solstizio d’inverno, al sorgere del Sole dalle acque del mare in corrispondenza del punto segnato dal nuraghe di San Pietro. MAURO PEPPINO ZEDDA (ilsarrabus.news)
Bibliografia
Zedda M.P. (1992): I Nuraghi il Sole la Luna, Studio archeoastronomico sui templi di Brabaciera, Cagliari.Zedda M., Pili P. (2000): “Archaeoastronomy study on the disposition of Sardinian nuraghes in the Brabaciera Valley”, in atti del Oxford VI and SEAC 99 “Astronomy and Cultural diversity”, eds C. Esteban e J. Belmonte, Santa Cruz de Tenerife, pp. 51-58.Zedda M., Belmonte J.A. (2004): “On the Orientation of Sardinian Nuraghes: some Clues to their Interpretation”, in the Journal for the History of Astronomy, Vol. 35 part 1, February 2004, Cambridge, pp. 85-108.Zedda M.P. (2004): I Nuraghi tra Archeologia e Astronomia, Cagliari.Zedda M.P. (2009): Archeologia del Paesaggio Nuragico, Cagliari.Zedda M.P. (2013): Astronomia nella Sardegna Preistorica, Cagliari.Zedda M.P. (2015): “Sardinian Nuraghes” in the Handbook of Archaeoastronomy and Ethoastronomy, ed. C. Ruggles, New York, pp. 1403-1412.
