VILLASIMIUS, Quel giorno di settembre del 1943 in cui ali nere oscurarono il cielo
“Era il mese di settembre del 1943. Mi trovavo in strada, in via Regina Elena, con mia fratello Giovanni di pochi anni in braccio”. Così inizia il racconto di Luciana, all’epoca una ragazzina, oggi matura e distinta signora. Luciana racconta come all’improvviso il cielo si sia oscurato.
Volgendo lo sguardo in alto, vide uno stormo di aerei: “Erano neri. Li ricordo come fosse oggi”. Si trattava di una squadriglia della Luftwaffe, la temibile aviazione tedesca. Il bersaglio era il deposito dell’acqua che sovrastata il paese, inaugurato negli Anni Trenta, quindi operativo da un decennio circa. Con l’innocenza tipica della fanciullezza, Luciana e gli altri bimbi gridarono verso quei mostri neri di lanciare le caramelle, ma l’oggetto del lancio di ben altro.
“Le case allora erano basse – ricorda Luciana – Ricordo le tre bombe sganciate dagli aerei proprio sopra il deposito. La deflagrazione fu così forte da far crollare parti dei tetti. Fu davvero spaventoso”.
Capo Carbonara era un obiettivo sensibile a causa di una postazione dell’antiarea ed il deposito dell’acqua venne probabilmente scambiato per un bunker. Luciana conclude il suo racconto con un monito:”Piccioccheddus, no tzerriais sa guerra chi non c’esti telekomandu po’ da studai”. Parole quanto mai attuali.
Elisabetta Valtan
(ilsarrabus.news)
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