Krur, un nome affascinante e misterioso VILLASIMIUS, Le magiche atmosfere di Krur, il romanzo di Giuseppe Floris – IlSarrabus.news

Cultura

Published on Settembre 7th, 2018 | by Redazione

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VILLASIMIUS, Le magiche atmosfere di Krur, il romanzo di Giuseppe Floris

Krur, un nome affascinante e misterioso, che evoca un gioco tipico delle popolazioni dell’Africa subsahariana. E’ il titolo del romanzo di Giuseppe Floris, villasimiese, classe 1961, ingegnere, tecnico per lavoro presso il Comune di Castiadas, ma amante della cultura e della scrittura per passione. Il romanzo, scorrevole ed avvincente, racconta di un’assolata estate del 1971 a Villasimius  attraverso gli occhi di un gruppo di ragazzi.

 

 

 

L’arrivo della corriera, momento di curiosità in quegli anni in cui erano ancora entusiasmanti i contatti con l’esterno, apre le porte su un mondo misterioso, quello di Bashir, personaggio proveniente dall’Africa. Così, all’interno di un romanzo che si apre come una sorta di “ragazzi della Via Paal”, si legge un altro romanzo, quello delle magiche atmosfere del “tè nel deserto”: pagine che narrano della storia di Bashir, delle sue avventure e dei suoi viaggi lungo la via del sale. E le merende attorno al tavolo di Bashir sono la porta su quel mondo misterioso. Ma ecco, all’improvviso un terzo mondo si affaccia all’interno del romanzo: una famiglia russa che giunge a Villasimius. E mentre gli adulti intrattengono conversazioni con Bashir, i ragazzini giocano coi bambini provenienti dal freddo, introducendoli allo sconosciuto mondo del mare.

Un romanzo su tre mondi, quello di Giuseppe Floris, e su tre livelli di lettura: quello emozionale, che rimanda nostalgicamente all’infanzia perduta; quello antropologico, che volge lo sguardo alle strutture archetipiche dell’Uomo; quello geopolitico, che racconta la genesi di vicende di rilevanza internazionale.

Perché hai cominciato a scrivere? C’è un particolare evento che si ricollega al momento in cui hai deciso di scrivere un romanzo?

Andrea Camilleri ad una domanda simile a questa aveva risposto: “ Scrivo perché è sempre meglio che scaricare casse al mercato centrale”. Purtroppo per me, ho scritto per ingannare il poco tempo libero dopo aver scaricato le cassette al mercato. Ma la verità è che l’ho fatto per incoscienza, per curiosità e per la voglia di raccontare. Onestamente pensavo fosse più facile e mi sono dovuto ricredere perché ci vuole impegno, costanza e sacrificio. Poi magari il risultato non è eccellente, pero’ devo ammettere che la soddisfazione ripaga il sacrificio e ti viene la voglia di scriverne ancora uno.

Quale ruolo ha avuto la tua infanzia a Villasimius nel costruire l’ordito del romanzo?

Penso nessuno. E’ vero che si racconta di Villasimius, ma si poteva tranquillamente ambientarlo in qualunque altro paese, sarebbe stato semplicemente più complicato scrivere. La conoscenza dei luoghi dove ambienti le scene ti facilitano il compito. Poi era il posto perfetto, in quel periodo le persone erano umili, discrete e molto aperte, ci si accontentava di poco e i visitatori erano sempre ben accetti. Il posto era abbastanza isolato dal resto del mondo, sul quale però iniziava ad affacciarsi un po’ di turismo, gli abitanti molto riservati e per un certo verso abbastanza ingenui, un paese da favola con le sue bellezze naturali dove la presenza di stranieri un po’ avventurieri non avrebbe creato nessun sospetto, insomma un ambiente perfetto per cucirci sopra una specie di intrigo internazionale.

Raccontaci il perché del titolo e del gioco di alternanza microstoria/macrostoria che caratterizza il romanzo.

Tutto il romanzo ruota sul concetto del “quando Nulla è come appare” e le storie raccontate si intrecciano l’un l’altra confluendo nell’avventura vissuta dai ragazzini, che la vivono in modo spensierato e felice come la più bella cosa della loro vita, ma il tempo e la realtà dimostreranno che tutto era tutt’altra cosa. Il Krur è un gioco che effettivamente è molto diffuso nell’ Africa subsahariana, ma è un gioco diverso da quelli che praticavano i ragazzini del paese. Per loro è una novità e come tutte le novità viene accolta con gioia, pian piano capiranno che non è un gioco adatto al loro modo di vivere e verrà rapidamente archiviato in quando scopriranno che li porta a tentare di fregarsi l’un l’altro. Ecco perché si presta al titolo del libro un gioco ambiguo cosi come ambigua è tutta la storia.

Il romanzo di Giuseppe Floris è stato presentato il 22 agosto scorso al Museo Archeologico ed è stato subito accolto molto favorevolmente dal pubblico, come dimostrano le numerose richieste presso la libreria e l’edicola del luogo.

Giuseppe Floris è ora al lavoro per il suo secondo romanzo. La curiosità è d’obbligo. Si attende un’uscita per il 2020.

Elisabetta Valtan

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