VILLASIMIUS, Caccia alle reti da pesca fantasma, il 4 settembre intervento a Capo Carbonara
Una giornata di sensibilizzazione e di interventi sul campo per contrastare la presenza delle reti da pesca abbandonate nei fondali e ridurne l’impatto sull’ecosistema marino. È in programma il 4 settembre nell’Area marina protetta di Capo Carbonara, a Villasimius, una nuova iniziativa del progetto GhostNetBusters, promosso dalla MedSea Foundation con il supporto di Patagonia e in collaborazione con l’Area marina protetta e la MedSea Foundation. L’attività prevede un intervento diretto in mare per la rimozione delle cosiddette “reti fantasma”, affidato a operatori specializzati, e contemporaneamente un’operazione di pulizia della spiaggia di Porto Giunco. Al cleanup potranno prendere parte anche i volontari, previa iscrizione attraverso il modulo predisposto dagli organizzatori. L’obiettivo è affiancare all’azione concreta di recupero dei materiali dispersi in mare un’attività di informazione e coinvolgimento dei cittadini sul problema degli attrezzi da pesca perduti o abbandonati.
Le reti fantasma rappresentano una delle forme più insidiose di inquinamento degli ambienti marini perché, anche dopo essere state perse o abbandonate, possono continuare per lungo tempo a intrappolare indiscriminatamente la fauna. Pesci, tartarughe e mammiferi marini rischiano di rimanere impigliati negli attrezzi, con conseguenze che possono risultare letali, mentre le reti depositate sui fondali possono provocare danni anche agli habitat. Tra gli ambienti maggiormente esposti figurano le praterie di Posidonia oceanica e le formazioni del coralligeno, ecosistemi di particolare importanza per la biodiversità del Mediterraneo. Al danno provocato direttamente dagli attrezzi si aggiunge quello legato al progressivo deterioramento dei materiali sintetici: con il passare del tempo le reti possono infatti frammentarsi e contribuire alla dispersione di microplastiche nell’ambiente marino, rendendo più complesso il recupero e prolungando gli effetti dell’inquinamento.
GhostNetBusters nasce proprio con l’obiettivo di contrastare il fenomeno attraverso la rimozione delle reti abbandonate, la protezione degli habitat e un’azione di sensibilizzazione sul problema. L’appuntamento del 4 settembre a Capo Carbonara unirà così due interventi distinti: nei fondali opererà personale specializzato per individuare e recuperare le reti, mentre sulla spiaggia di Porto Giunco i volontari saranno coinvolti nella raccolta dei rifiuti. Le attività sono finanziate da Patagonia, che sostiene organizzazioni e campagne impegnate nella salvaguardia degli ecosistemi marini, nel contrasto all’inquinamento da plastica e nella tutela della biodiversità. L’iniziativa punta inoltre a richiamare l’attenzione su un fenomeno spesso poco visibile dalla superficie ma capace di produrre effetti prolungati sull’ambiente, trasformando attrezzi utilizzati per la pesca in rifiuti che continuano a esercitare la propria azione nei fondali anche dopo il loro abbandono. (ilsarrabus.news)
