VILLASIMIUS, 172 anni fa nasceva il Comune: da Carbonara a nuova identità
Era l’11 luglio 1853 quando, con decreto del regno di Vittorio Emanuele II, la comunità di Carbonara ottenne il riconoscimento amministrativo a lungo atteso: la costituzione del Comune, oggi Villasimius. Una data che segna l’inizio ufficiale di una storia autonoma, maturata dopo decenni di insediamenti stabili e richieste istituzionali, come ricostruito in uno scritto a cura di Elisabetta Valtan.
Già nel 1822 un dispaccio descriveva la zona come una promettente enclave agricola e un porto naturale di riparo per i bastimenti costretti a evitare il maestrale nel Golfo di Cagliari. “La fertilità del suolo che presentavano le piccole vallate esistenti poco al di là delle colline che attorniavano Porto Giunco situato sulla spiaggia di levante presso il Capo Carbonara e la prospettiva di molti vantaggi, trattandosi di un punto di ricovero ordinario dei bastimenti allorquando il forte maestrale non permette loro di entrare nel porto di Cagliari, ha reso dette vallate abitate da popolatori venuti principalmente dal villaggio di Mara al quale appartiene il territorio di modo che 30 famiglie già vi si stabilirono…”, si legge nel documento, che segnala l’arrivo delle prime trenta famiglie.
Nel 1838, con circa 600 abitanti, Carbonara contava tremila filari di vite, 130 aratri e quindici mandrie e greggi. Un quadro vivace, che un articolo dell’epoca sull’Indicatore Sardo descriveva con immagini piene di energia: “è un bel vedere qua fabbricarsi una casa, lì sorgere una capanna, qui sgherbirsi un terreno, lì formarsi un podere, e dappertutto quella speranza e quel timore, che accompagna le prime intraprese…”.
Dopo quasi trent’anni di pressanti richieste, l’autonomia amministrativa venne finalmente riconosciuta l’11 luglio 1853. Nove anni più tardi, nel 1862, il nome venne mutato in Villasimius, segnando una nuova fase per la comunità. Da allora, il paese ha mantenuto un’identità forte, radicata nella storia e nel paesaggio, ma sempre proiettata in avanti. (ilsarrabus.news)
