VILLAPUTZU, Una maglia celebrativa per ricordare il grande suonatore di launeddas, Aurelio Porcu
Lui non ha bisogno di presentazioni: Aurelio Porcu, villaputzese, grande maestro suonatore di launeddas scomparso quattordici anni fa all’età di 93 anni sarà il protagonista principale di una linea d’abbigliamento. L’originale iniziativa è del nipote del grande suonatore, Luca Andrea Porcu e di una sartoria cagliaritana, la Sicci Creations di Andrea Mureddu ed Emanuela Carboni, un modo per celebrare non soltanto un artista unico nel panorama della musica tradizionale sarda ma anche per riavvicinare le persone, ed in particolare i giovani alla tradizione, soprattutto quella riguardante uno strumento che fa parte integrante della storia e della cultura del Sarrabus. «L’idea è proprio quella di non perdere e anzi valorizzare quest’aspetto della nostra cultura – spiega Luca Andrea Porcu – e far si che venga conosciuto tutto il mondo che nel passato e non solo ha ruotato intorno alle launeddas».
Il tutto si sposa con l’idea del brand cagliaritano di utilizzare le creazioni sartoriali per promuovere la storia della Sardegna: «La millenaria storia della nostra Isola – dice Andrea Mureddu – abbiamo pensato di raccontarla sui vestiti ed in particolare le maglie: l’era del bronzo, il neolitico, l’età nuragica, i diversi culti, fino ad arrivare ai nostri tempi. In particolare abbiamo una linea, denominata “Prendas” che racconta le tradizioni sarde, gli abiti, i gioielli facendoli rivivere su maglie casual. All’interno della stessa linea raccontiamo anche gli usi e i costumi e lo scorso anno abbiamo ideato la maglia denominata “su sonadore”, in omaggio, appunto ad uno strumento magico come le launeddas». Un fatto, quest’ultimo che non è sfuggito a Luca Andrea Porcu, nipote di Aurelio, da tanti anni trapiantato in Toscana ma da sempre legato a Villaputzu il suo paese, e alla memoria del nonno che cerca di mantener viva in ogni modo, non ultimo con una pagina Facebook a lui dedicata. «Luca ci ha proposto di realizzare una maglia che celebrasse Aurelio Porcu e richiamasse Villaputzu – ricorda Andrea Mureddu – e abbiamo accettato». Ora l’immagine del grande suonatore spicca fra le maglie che la Sicci Creations ha nel suo nutrito catalogo.
«L’universo delle launeddas merita di essere conosciuto e valorizzato, così come i maestri che hanno reso immortale questo strumento – racconta Luca Andrea Porcu – Aurelio Porcu era uno di questi e questo gli è universalmente riconosciuto. E’ un mondo che spesso i giovani ignorano e snobbano, fatto non solo di virtuosismi musicali ma anche di feste, di balli. di aggregazione, di tutta una serie di cose che si stanno, forse perdendo. La maglia con lìimmagine di nonno Aurelio non solo richiama tutto ciò ma può anche riavvicinare i giovani alle tradizioni più vere del Sarrabus e dell’intera Sardegna. Chi si ricorda ancora la tecnica di respirazione per suonare questo strumento? E il clima di feste nelle piazze e quelle melodie che piano piano portavano tutti quanti a ballare?». Che le launeddas siano uno strumento unico lo testimonia il fatto che siano state inserite, nel 2014, fra gli strumenti musicali patrimonio dell’umanità. E il suo vate fu senza dubbio Aurelio Porcu, allievo di due importanti maestri suonatori di Villaputzu, Antonio Lara (1886-1979) ed Emanuele Lara (1888 – 1941), i quali avevano appreso l’arte esecutiva dal padre Giuseppe, a sua volta, allievo del mitico Agostino Vacca (Villaputzu, 1842-1896).
Per tutto l’Ottocento e per i primi decenni del XX secolo, le launeddas restarono strumento principe della musica tradizionale popolare, in buona parte del sud dell’Isola. Venivano regolarmente impiegate per l’accompagnamento dei balli e delle processioni religiose, per scandire marce militari, per rallegrare la domenica e i giorni festivi, per solennizzare battesimi e matrimoni o, semplicemente, per suonare serenate alle ragazze. «Mio nonno era un artista completo – ricorda ancora il nipote – suonava anche flauto, fisarmonica ed era appassionato di canto. Era sempre sorridente e gioioso. Inoltre, musicalmente parlando, la sua storia non è rimasta chiusa nei ristretti confini dell’Isola: ha avuto collaborazioni, tra l’altro, con artisti Fabrizio De Andrè, i Tazenda, Francesco De Gregori, giusto per citare alcuni». La maglia dedicata al grande artista sarrabese non vede raffigurato solo lui ma anche la torre di Porto Corallo sullo sfondo e la chiave di violino emblema musicale che richiama sfumature del colore delle canne, messe in evidenza. La parte verticale della chiave ricorda la canna stessa.
«Abbiamo la sartoria dal 2011 e abbiamo sarte professioniste da sempre – racconta Andrea Mureddi della Sicci Creation che ha realizzato la maglia dedicata ad Aurelio Porcu – Inoltre abbiamo seguito dei corsi professionali con la scuola di sartoria di Laura Congia nel 2018 e abbiamo partecipato ad alcuni eventi come la sfilata organizzata da sempre da Laura all’Exma a febbraio 2019, poi a giugno 2019 a Lanusei con Modolo dove abbiamo presentato le maglie prendas e qualche abito. A novembre 2019 abbiamo esposto all expo mediterraneo alla fiera di Cagliari. Le grafiche e il disegno nascono dalla nostra passione. Ho fatto un corso nel 2006 al Centro Internazionale del fumetto di Bepi Vigna e disegnoda quando ero piccolissimo». I canali dove è possibile acquistare la maglietta di Aurelio Porcu sono il laboratorio Sicci Creation di viale Marconi a Cagliari, Vanità by Oscar a Quartu e lo shop online (www.siccicreations.com) (ilsarrabus.news)
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