Cultura

Published on giugno 23rd, 2018 | by Redazione

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STORIA. Villaputzu 1886, la richiesta di usufrutto del chiusetto della chiesa di san Giovanni

Secondo la deliberazione del Consiglio Comunale del 28 Ottobre 1886 numero 80 l’Amministrazione Comunale di Villaputzu viene chiamato a prendere una decisione sulla concessione in usufrutto del chiusetto detto di San Giovanni comprendente la Chiesa rurale omonima ed il terreno aderente a questa struttura, inoltrata da due cittadini con l’obbligo di tenerla in ordine, coltivare il terreno e, come da consuetudine, organizzare la festa di San Giovanni in quel luogo stesso. La Chiesetta ed il terreno annesso su citato risultava di proprietà del Comune come conseguenza della legge sull’incameramento dei beni ecclesiastici da parte del Demanio dello Stato.

 

Il Comune deliberò infine di concedere per la durata di cinque anni questo terreno obbligando i due volenterosi cittadini ad effettuare le migliorie alla Chiesa ed al terreno, al pagamento dell’imposta prediale e all’organizzazione della festa del Santo secondo le consuetudini del paese.

Di seguito l’interessante testo originale che ci spiega i fatti in dettaglio: “ … Come a tutti è noto, per antica consuetudine, venne istituita la festività di San Giovanni cedendo alla persona che volesse di ciò incaricarsi l’usufrutto del chiusetto annesso alla Chiesuola anzidetta. Che in seguito a tale consuetudine, essendo ora la Comune proprietaria della Chiesa e terreno aderente, i nominati Cabras Antioco e Usai Sestu Pietro presentarono una domanda chiedendo che loro intendono assumere l’obbligo di fare la festività di San Giovanni, purchè per un dato numero d’anni venga loro ceduto l’usufrutto del chiusetto, restando pure a loro carico le spese di riparazione della Chiesa, ed i miglioramenti del chiusetto stesso che saranno del caso… Nessuno dei Consiglieri prese a combattere la fatta domanda e solo nacque una viva discussione intorno al numero degli anni della concessione, perché alcuni proposero un solo anno, altri cinque anni di durata avendo fatto considerare che in un solo anno, dovendo farsi spese per accomodi della Chiesa e coltivazione del terreno, vi era la possibilità che il raccolto poteva andar fallito gravando eccessivamente sui richiedenti… si mette ai voti per alzata e seduta… deliberando la cessione ai richiedenti.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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