Cultura

Published on Giugno 15th, 2019 | by Redazione

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STORIA. Muravera ricorda Vito Mameli, un grande maestro del restauro

Il 20 maggio 1885 nasce a Muravera in una umile casetta di Via Parrocchia (ora Via Marconi) Vito Mameli. Figlio di Francesco Mameli, di professione agricoltore e di Rosa Cuccu, casalinga, Vito mostra fin da ragazzino una particolare attitudine al disegno e alla pittura, tanto da indurlo, con il fattivo contributo della sua famiglia che compie immensi sacrifici, ad approfondire le sue doti artistiche.

 

Per questo il giovane muraverese si trasferisce a Roma dove studia disegno e pittura all’Istituto Industriale. In seguito si dedica alla specializzazione del restauro di antichi dipinti. Dopo anni di studio, considerate le sue qualità riesce, a soli ventisette anni (siamo nel 1912) a ricevere i primi importanti incarichi dal Ministero della Pubblica Istruzione che gli concede di effettuare interventi di conservazione e restauro di alcune opere e antiche strutture nelle Marche.

Dal 1915 inizia ad operare in Sicilia, poi è a Roma, lavora in Puglia e in Sardegna. Interviene su opere del Maccari, di Raffaello, Giorgione, Bartolomeo Veneto, Caravaggio, del Savoldo e del Greco. Nel 1927 ottiene la nomina di Capo dei restauratori italiani. Dal 1934 al 1942 riveste la carica di Conservatore del patrimonio artistico del Senato. Viene nominato Commendatore nel 1935, poi Grand’ufficiale dell’ordine della Corona d’Italia.

Dopo la guerra la sua attività procede con merito, restaura numerose opere per conto di privati e gli vengono riconosciute significative scoperte scientifiche nel settore del restauro. E’ stato il primo restauratore in Italia a introdurre l’analisi ai raggi X per l’esame dei dipinti, e un nuovo metodo di pulitura che oltre a ridare alle opere tutto il loro originario colore conserva intatta la patina antica.

Negli ultimi anni della sua vita si dedica nuovamente alla pittura dipingendo nature morte. Vito Mameli, muore a Roma nel 1977. Durante la sua esistenza ha più volte ricordato le sue origini muraveresi, il suo paese natio del quale è sempre stato orgoglioso.

In punto di morte Vito Mameli parlando con il nipote Alfredo, suo allievo prediletto, aveva espresso il desiderio di riportare alla luce gli affreschi che egli stesso aveva dipinto ai lati dell’altare della Chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola di Bari. Un forte desiderio che mai si è avverato in quanto la Chiesa con i restauri del 1950-1953 è stata privata dei suoi affreschi che sono stati sostituiti da normale intonaco in calcestruzzo. Muravera avrebbe bisogno di apprezzare in maniera più approfondita un altro suo illustre cittadino che invece, così come già detto, quasi tutti non conoscono.

Angelino Boi

(ilsarrabus.news)

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