Cultura

Published on luglio 14th, 2018 | by Redazione

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STORIA. 1941, durante la guerra anche nel Sarrabus le nuove regole antincendio

Nella primavera del 1941 la Prefettura di Cagliari emette delle regolamentazioni antincendio che poteva servire anche per gli incendi che non avevano connessione con lo stato di guerra, essendo unico lo scopo del servizio quello di preservare i prodotti dell’agricoltura per non compromettere l’approvvigionamento della popolazione.

 

Era assolutamente obbligo che le Amministrazioni Comunali provvedessero in tempi brevissimi all’acquisto del materiale occorrente per l’intervento contro gli incendi: badili, zappe, asce, ramaglie e funi. Tutto ciò doveva essere conservato con cura in un locale idoneo e dato in consegna ad un incaricato, il quale doveva essere reperibile in qualsiasi momento per procedere alla distribuzione, in caso di necessità. Il servizio di vigilanza e di segnalazione doveva essere affidato ai barracelli che dovevano essere coadiuvati da barracelli ausiliari in numero da due a sei, per i mesi di Giugno, Luglio e Agosto.

Queste figure dovevano esercitare vigilanza continua nelle zone cerealicole, specie nel periodo che procedeva la mietitura, e nelle zone boschive, stabilendo dei posti fissi, scelti in località adatte, prendendo accordi con i servizi della Milizia Forestale e della Protezione Antiaerea. Avvistato l’incendio, i barracelli dovevano dare avviso alle squadre rurali di primo intervento, che dovevano essere facilmente reperibili ed affluire ad un posto già fissato con gli attrezzi.

Dove le proporzioni degli incendi fossero vaste ed allarmanti, dovevano essere richiesti rinforzi ai centri abitati vicini. Dove l’incendio si propagava ancora, doveva essere fatta tempestiva segnalazione telefonica o telegrafica al 18° Corpo dei Vigili del Fuoco di Cagliari o ai distaccamenti dei Vigili di S. Antioco o di Oristano.

Era fondamentale quindi costituire le varie squadre di soccorso, che dovevano essere segnalate al Comando del 18° Corpo dei Vigili del fuoco di Cagliari, perché potesse disporre l’addestramento, e forniti di maschere antigas. L’addestramento consisteva nell’istruire circa le misure di repressione degli incendi, l’attrezzatura delle squadre, le manovre di estinzione, la raccolta e distruzione delle piastrine incendiarie lanciate dagli aerei nemici e le cure sanitarie d’urgenza.

Veniva però chiesto agli agricoltori di rispettare alcune misure preventive al fine di prevenire la propagazione di un eventuale incendio. Occorreva tenere il terreno sgombro da qualsiasi specie di vegetazione erbacea allo stato secco, che doveva essere asportata con l’aratura, e creare delle strisce di sicurezza anche nei casi di appezzamenti contigui. Dopo la trebbiatura occorreva effettuare il trasporto del prodotto all’aia, evitando raggruppamenti ravvicinati. Infine conservando il raccolto nei magazzini bisognava tenere presente di collocarli in locali che avessero strutture e coperture resistenti al fuoco.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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