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Castiadas

Published on Novembre 11th, 2017 | by Redazione

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STORIA. 1892, Castiadas venne invasa dalle cavallette

La fine del 1800 fu segnato da anni di terribile crisi in Sardegna e non di rado capitava che nella tragedia economica si aggiungesse un cataclisma naturale, come l’invasione delle cavallette o delle tremende siccità. Tra il 1900 ed il 1949 la Sardegna è stata scena di alcune delle più gravi infestazioni di cavallette della sua storia, ma quelle del 1933 e del 1946 non furono mai scordate. Furono organizzati piani di lotta titanici che coinvolsero migliaia di uomini e mezzi di distruzione del terribile insetto.

Negli anni, per sconfiggere questo male, furono emanati regolamenti e norme di sicurezza della salute pubblica, unite al lavoro di manodopera e all’impiego di sostanze chimiche insetticide particolarmente velenose come l’arsenito di sodio, prodotto ed utilizzato fino al 1948 e totalmente eliminato dal 1951. Ma iniziamo dal principio. Il 26 Maggio 1892, nella sala delle adunanze del Comune di Villaputzu si riuniva, per la prima volta, la Commissione Comunale per la lotta contro le cavallette, con la presenza del Presidente Coas Antonio, Coas Pietro, Cucca Giuseppe con l’assistenza del Segretario Comunale Salvatore Angelo Baldussi. Lo scopo di questa Commissione era di prendere tutti i provvedimenti necessari nel caso in cui si fosse verificata un’invasione dell’insetto, avvisando gli organi istituzionali competenti, al procacciamento di mezzi e di uomini atti a tal fine. Sappiamo che nel 1892 Villaputzu rimase libera da tale invasione, ma Muravera e S. Vito ne erano coinvolti nel Salto di Castiadas, così detto all’epoca, nei territori di loro giurisdizione.

Poi vennero coinvolte altre località come la foresta del Molte dei Sette Fratelli e Buddui, territori questi ultimi dati in affitto, in piccola parte per seminativo ed in gran parte per il pascolo dei maiali, in quanto risultava una zona ricca di ghiande. Il 12 Aprile 1893, il Presidente A. Coas, fu informato sulla comparsa delle cavallette nel Salto di Castiadas, nella località Maloccu, chiedendo al Sindaco di provvedervi con urgenza nel procurare almeno due tende o lenzuola, necessari alla cattura dell’insetto, e di formare una lista nominativa di tutti coloro che erano tenuti a prestare l’opera loro per la distruzione. Secondo i documenti ritrovati, nell’anno 1900, sappiamo che esisteva un Consorzio fra i Comuni del Sarrabus, che prevedeva l’unione tra Comuni contro questa calamità. Sappiamo infatti che fu erogato un sussidio di £ 300 dall’Onorevole Luigi Merello a favore del Consorzio, cui ne faceva capo Muravera. Nell’Ottobre del 1909, dopo l’ennesima invasione, Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Cocco Ortu, dava obbligo ai Sindaci dei Comuni e alla Deputazione Provinciale di far iniziare le segnalazioni dell’insetto in autunno-inverno con la ricerca e distruzione delle uova, controllando i terreni incolti, veri focolai dell’infezione.

Invece dove i terreni erano soggetti alla coltura, l’aratura e la zappatura erano rimedi sufficienti. A ciò doveva seguire in primavera la ricerca e la distruzione delle cavallette che non volavano, sfuggite alle operazioni precedenti. Era necessaria un’attiva vigilanza nel sorprendere le cavallette appena schiuse. Nella Provincia di Cagliari questa attività doveva essere gestita dal personale della Cattedra ambulante di Oristano.

I primi provvedimenti dovevano esser presi dalle Amministrazioni comunali, chiamando a contributo anche i proprietari e gli affittuari delle terre, dove comparse le cavallette, invece l’azione della Provincia e dello Stato non era che sussidiaria a quella dei Comuni. Nel 1910 furono invitati i Sindaci ad ordinare la copertura dei pozzi ed alla loro pulitura, perché in caso di caduta dell’insetto, la loro decomposizione, poteva provocare inquinamento delle acque. Si chiedeva di curare anche le pubbliche fonti e le riserve d’acqua destinate all’abbeveramento del bestiame. Nel 1912 il Regio Commissario per la Difesa dalle cavallette per la Provincia di Cagliari invia ordini ai Sindaci della Provincia. Viene fatto obbligo di distruggere le uova con la battitura o altro mezzo di schiacciamento, con il fuoco o con irrorazioni di petrolio. Più tardi potevano essere catturati con le tende nel caso in cui fossero agili al salto. Occorreva esplorare le diverse regioni colpite, indicando due o tre nominativi di cittadini che potevano essere nominati esploratori. Questi potevano godere di un assegno di circa £ 2.50 o £ 3.00 per giornata lavorativa. I primi denunciatori di larve venivano pagati con un premio di £ 5. Ogni 5 o 6 giorni doveva essere dato bando pubblico per tenere desta l’attenzione di quanti percorrevano le campagne.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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