SARRABUS, Vendevano sui social network prodotti contraffatti, 4 persone denunciate
Postare foto di scarpe o borse griffate in vendita, nel proprio profilo Facebook o Instagram? E’ un rischio, specie se poi i prodotti venduti sono contraffatti. Quattro persone (due di Muravera, una di san Vito e un’altra di Castiadas) sarebbero state denunciate: si tratta di casalinghe e uno studente) che in piena pandemia si erano inventati un nuovo tipo di lavoro (illegale) da casa, utilizzando la rete. Questo è quanto si apprende di un attività a contrasto del mercato online del falso eseguito qualche mese fa dalle Fiamme gialle di Muravera e di cui sono trapelate solo ora alcune indiscrezioni.
E’ ormai noto che dall’inizio della pandemia il commercio digitale ha registrato un enorme aumento di fruitori a fronte del quale gli investigatori della rete hanno intensificato il monitoraggio delle varie piattaforme, individuando un collaudato sistema di commercio di articoli “taroccati”. I venditori dal loro profilo Facebook o Instagram postavano foto di borse, scarpe, maglie, Adidas Dolce e Gabbana, Nike, Louis Vuitton e invitavano i loro amici ad iscriversi nei gruppi privati da loro amministrati dove all’interno su vere e proprie vetrine virtuali dei prodotti venivano esposti prezzi, taglia con tanto di recensioni.

I gruppi social con oltre mille iscritti erano rigorosamente privati ed erano diventati molto conosciuti nel Sarrabus e nel Gerrei, gruppi sui quali ci si poteva iscrivere solo previo controllo da parte dell’amministratore del gruppo. Così alcuni di questi, come “Mercato parallelo”, “Fuori tutto”, “Amici e Passione Moda” , sono stati invece controllati dalla Gdf e oscurati. Il sistema commerciale (illegale) era moto semplice e intuitivo: la merce ordinata sul catalogo online, veniva recapitata direttamente a casa dell’acquirente mediante corriere postale (il più delle volte proveniente da Napoli). All’interno del pacco c’era pero’ “il tarocco” la perfetta imitazione del capo d’abbigliamento di marca.
Oltre un centinaio sono i soggetti caduti nell’inganno, amici e parenti degli amministratori dei gruppi, tra Muravera, San Vito e Castiadas, che attirati dalle perfette fotografie dei capi di abbigliamento, e dal prezzo d’occasione, si sono visti poi recapitare a casa prodotti scadenti e alcune volte persino pericolosi per la salute, come le borse in plastica dal forte odore di solventi, (spesso ricavate da processi chimici su materiali non rigenerabili)
Dalla Guardia di Finanza non trapela alcuna notizia, ma da quando si apprende dalle stesse vittime del tarocco on-line, c’è una forte la rabbia per aver speso somme e aver poi ricevuto merce di pessima fattura. C’è chi ha acquistato le scarpe per i figli, chi una maglia per il regalo di compleanno ed è stat tratto in inganno anche dalla conoscenza degli amministratori dei gruppi. Le quattro persone che si sono viste piombare a casa gli uomini della Guardia di Finanza, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria di Cagliari, ma c’è anche il rischio che le indagini si allargano anche per chi si è registrato in quei gruppi ed ha acquistato incautamente la merce contraffatta. (ilsarrabus.news)
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