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Published on Aprile 20th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, Uso collezionistico o solo per svago? “Fumare la ‘Maria’ non è mai legale

Fumare la “Maria”? È illegale anche se non la si compra dal pusher brutto, sporco e cattivo ma  da una  “banale” macchinetta automatica convinto di essere a posto con la legge. Lo ha sperimentato sulla propria pelle più di una persona nel Sarrabus, convinta di essere nella più perfetta legalità ma finite segnalate alla Prefettura o, se possibile, in guai peggiori, dopo i controlli delle forze dell’ordine. La precisazione è d’obbligo dopo la vicenda che nei giorni scorsi  è finita agli onori delle cronache: 214 chili di inflorescenza raffinata di marijuana e 200 piante di cannabis riposte in vasi ancora in fase vegetativa di sviluppo sono infatti stati sequestrati dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Muravera in una società agricola del Sarrabus il cui titolare, che ha collaborato con gli investigatori, è stato denunciato. La commercializzazione al dettaglio avrebbe fruttato alla società oltre un milione di euro. Si tratta del più grosso sequestro di inflorescenze mai effettuato in Sardegna.
La normativa in materia consente alle aziende agricole la produzione di cannabis sativa – a basso contenuto di principio attivo THC – esclusivamente per la realizzazione di fibre per impieghi in bioedilizia, combustibile, o per la trasformazione in alimenti e cosmetici mentre la coltivazione per scopi farmaceutici è soggetta a rigorose restrizioni e limitazioni oltre a specifiche autorizzazioni.
Le Fiamme Gialle hanno invece accertato che il materiale vegetale rinvenuto, consistente in inflorescenza “pura” di cannabis sativa – (estratto dalla lavorazione della pianta), era destinato alla commercializzazione presso i vari bar, tabaccherie, chioschi e persino distributori automatici ubicati in tutta la provincia per il diretto consumo.
Nel corso delle attività, sono stati rinvenuti numerosi sacchi e vasetti contenenti inflorescenze di canapa, frutto di lavorazione e raffinazione del prodotto, già confezionati e destinati alla vendita al minuto, per un totale di oltre 210 chili, nonché circa 200 piante di cannabis riposte in vasi ancora in fase vegetativa di sviluppo.
I vasetti, benché recassero precise indicazioni di non essere destinate all’uso umano ma solo con destinazione “tecnico collezionistica o ricerca”, in realtà erano facilmente apribili e il contenuto (da 2 a 5 grammi a confezione) fruibile da parte di tutti gli acquirenti.
Contestualmente sono scattate le perquisizioni anche presso gli esercenti sparsi nella provincia di Cagliari (bar, tabaccherie, chioschi), che detenevano in conto vendita i prodotti della predetta azienda, che hanno portato al sequestro di più di 140 vasetti con all’interno la medesima sostanza.
Il tutto è frutto delle nuove interpretazioni (più stringenti) delle norme sull’uso delle inflorescenze.
I rischi che conseguono all’uso delle “canne” anche quelle confezionate con sostanze acquistate in pubblici esercizi (che hanno come finalità l’uso collezionistico e non per essere “fumate”) sono elevati: uno fra tutti un calo considerevole dei tempi di reazione alla guida. Insomma, rischi ben più gravi di quelli giudiziari. (ilsarrabus.news)

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