Sarrabus

Published on Gennaio 20th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, Unione dei Comuni, ultimo atto: “Ha ancora senso continuare?

Undici luglio duemilaotto. È la data di nascita dell’Unione dei comuni del Sarrabus, come dimostra l’atto costitutivo presente nel sito internet. Una cooperazione ufficialmente siglata che però non è mai decollata del tutto e che mai come quest’anno sembra soffrire di una seria crisi. A oggi la presidenza spetta nuovamente al sindaco di Villaputzu Sandro Porcu, che conferma il momento di difficoltà:«È un periodo difficile, ora sono presidente di un’ unione dei comuni ancora più vuota rispetto a prima. Sono vuoti gli uffici come ad esempio il settore protezione civile e difesa del suolo. La situazione è preoccupante. Quando un ente pubblico ha poco personale a disposizione è difficile andare avanti. Per ora non mi sento di fare grandi annunci e grandi promesse, se non quella di mandare avanti ciò che già c’è. Il Plus (Piano Locale Unitario Servizi alla persona), il Suap (Sportello unico per le attività produttive), la polizia municipale e a breve ripartirà la scuola civica di musica».

Sembra quindi che la mancanza di personale, che di conseguenza rende più difficile una programmazione, sia uno dei problemi fondamentali. Afferma Sandro Porcu: «Il legislatore non ci è stato molto d’aiuto. Per l’Unione dei Comuni funziona che ognuno “rinuncia” (virgolette d’obbligo) a qualche dipendente per destinarlo all’unione. E subentra la preoccupazione di lasciare sguarnito il proprio municipio dato che non si può assumere direttamente del personale per l’Unione. Questa possibilità renderebbe tutto più semplice. Mi sarebbe piaciuto fare un grande ufficio lavori pubblici e a questa proposta sembrava mettere tutti d’accordo, ma forse è mancato il coraggio per realizzarlo». Anche le continue modifiche nella struttura delle province non aiuta e ultimamente il richiamo, irresistibile come il canto delle sirene di Ulisse, sembra quello che arriva dalla Città metropolitana di Cagliari a cui gran parte del territorio sud est dell’isola ambisce a far parte. Villasimius lo chiede già da diversi anni. Anche Castiadas in passato non ha mai nascosto questo desiderio e sostiene che, in caso di fallimento dell’Unione dei comuni del Sarrabus, continuerà una stretta collaborazione col paese più vicino, che è proprio Villasimius. Nei giorni scorsi, direttamente dalle pagine dell’Unione Sarda, si sono aggiunte le perplessità del sindaco di Muravera Salvatore Piu.

E viste queste ultime dichiarazioni, di sicuro, tra le prima cose da fare per decidere le sorti dell’Unione è il vertice tra i sindaci. Continua Sandro Porcu: «Prima di tutto voglio precisare che il rapporto con i colleghi è ottimo e di sicuro continuerà a esserlo. E poi, nonostante tutto, io credo molto nella potenzialità dell’unione, ci sono delle questioni che non possiamo affrontare da soli: l’ospedale San Marcellino per esempio. O il ponte sul Flumendosa che rientra in territorio di Villaputzu ma è un punto strategico per tutta la zona. O le strade provinciali che sono ridotte male nei territori di tutti i paesi. Di sicuro l’Unione non può restare in questo modo. O la si rilancia o non ha senso trascinarla così». Decisamente una situazione non facile. È  lo stesso Sandro Porcu a dichiarare: «Bisogna crederci, inizialmente c’era molto entusiasmo, adesso invece no. Ma questo vertice sarà fondamentale, cercheremo di farlo fruttare». Gli obiettivi comunque ci sono. Continua il primo cittadino villaputzese: «Ho due obiettivi: rimettere su l’unione dal punto di vista dell’organico e mandare avanti le funzioni associate». Gli impegni continuano. Aggiunge Sandro Porcu: «Oltre all’incontro con i sindaci che si svolgerà a breve, in questi giorni si è svolta anche una riunione con il comitato spontaneo composta da titolari di attività economiche e produttive colpite dall’esondazione del Rio Corr’e Pruna durante l’alluvione del 2018. Erano previsti degli importanti finanziamenti per il ripristino degli argini ma pare siano andati persi. Bisogna capire come sia stato possibile e cosa possiamo fare».

Spostando di qualche chilometro lo sguardo, un esempio di Unione dei Comuni è quella del Gerrei. E il commento di Sandro Porcu è questo: «Tra alti e bassi va avanti, sicuramente funziona meglio del Sarrabus. Dovremmo impegnarci di più, se ciascuno di noi fa un piccolo sacrificio, pensando a questa zona non dico come unico paese ma almeno come unico territorio e mettendo da parte i campanilismi, secondo me i margini per un rilancio ci sono. Altre popolazioni sono in grado di unirsi, a noi questa caratteristica manca. Avremmo potuto fare di più, tutti, anche io avrei potuto, non mi escludo, sia chiaro. Noi rappresentiamo i cittadini e se sia loro che noi sindaci abbiamo la volontà di andare avanti, ci siamo e si va avanti».

Il ruolo dei cittadini spinge a diverse riflessioni. Il Sarrabus, inteso stavolta come popolazione, al di fuori delle amministrazioni comunali, non è effettivamente noto per l’abitudine di fare rete tra i vari paesi e basta ripercorrere gli ultimi periodi per verificarlo. Il calendario unico degli eventi estivi ha visto la luce solo nell’anno 2017 e non sono comunque mancati i malcontenti per la sovrapposizione di diverse serate e addirittura eventi di più giorni, problema poi ripetutosi nelle estati successive. E lo spunto serio di riflessione da parte della cittadinanza arriva ciclicamente. Nello specifico quando, alla vigilia dell’estate, con diversi mesi di anticipo, viene reso pubblico il calendario di Autunno in Barbagia, dove tutti i comuni barbaricini lavorano per la riuscita di un evento diventato negli anni sempre più grande e importante esempio di quanto un lavoro di squadra possa portare a un sempre desiderato allungamento della stagione turistica. Un altro esempio: attraverso i soliti social network che affollano sempre le piazze virtuali (almeno quelle), durante lo scorso lockdown, per l’impossibilità di muoversi tra comuni, tra diversi cittadini si è diffusa una seria riflessione su come sarebbe stata la situazione se il Sarrabus fosse stato considerato unico territorio.  Un pensiero quasi d’obbligo in un momento di emergenza che si spera non cada nel dimenticatoio una volta terminata la difficoltà. Sarà proprio la volontà dei cittadini, ammesso che ci sia realmente, a smuovere le acque per rilanciare un Sarrabus unito? Sara L. Canu (ilsarrabus.news)

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