SARRABUS: Pnrr, i Comuni alla caccia di fondi, è corsa contro il tempo
Una corsa contro il tempo. Escono a breve distanza l’uno dall’altro, sono complessi, mancano professionisti interni per progettare e rispondere agli avvisi. I bandi per accapparrarsi i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza stanno mettendo a dura prova le amministrazioni comunali del Sarrabus e, più in generale, di tutta la Sardegna. Quei fondi, obiettivamente, fanno gola, ma potrebbero diventare una chimera. Ma cos’è il Pnrr? Si tratta di un piano che, insieme con il Piano nazionale complementare, prevede una maxi-iniezione di denaro: un miliardo 202 milioni di euro per infrastrutture e interventi vari, dalle ferrovie ai porti, dalle zone economiche speciali al sistema idrico, dalle ciclovie turistiche al rinnovo bus, dalle strade alle strategie per le aree interne alla rigenerazione urbana, a condizione di avere progetti cantierabili che iniziano quest’anno e si concludono entro il 2026.
“Stiamo cercando di partecipare a più bandi possibili – spiega il sindaco di Villaputzu, Sandro Porcu – Noi come comune di Villaputzu stiamo riscontrando le stesse difficoltà degli altri sindaci sardi., abbiamo già partecipato a numerosi bandi per una richiesta totale di 19 milioni di euro”.
Il punto è che i bandi sono tanti e per giunta, piuttosto complessi: “La difficoltà principale del nostro comune è la carenza di organico – sottolinea il primo cittadino di Villaputzu – Non abbiamo abbastanza personale per progettare e presentare le proposte di richiesta di finanziamento. Stiamo cercando di partecipare a più bandi possibili attraverso la struttura tecnica del nostro comune già in essere e attraverso l’ausilio di tutti gli assessori. Io stesso sto aiutando a compilare le schede per partecipare a questi bandi. Il ritardo nella possibilità di assunzioni, che erano state preventivate con finanziamenti ad hoc per rafforzare appunto le strutture tecniche degli uffici comunali, sicuramente aggrava la situazione”. Soluzioni? “Ci sarebbe davvero bisogno di snellire le procedure per consentire alle amministrazioni comunali di assumere personale ad hoc che possa permetterci di partecipare ai bandi senza le difficoltà che stiamo riscontrando ora”, rimarca Sandro Porcu.
Dall’altra parte del Flumendosa le cose non vanno meglio. “Anche noi a Muravera stiamo vivendo enormi difficoltà – racconta il sindaco, Salvatore Piu – Il problema del Pnrr sono le tempistiche: i tempi per la presentazione della partecipazione ai bandi sono ridotti. I bandi possono interessare più comuni, mettendo il vincolo di un certo numero di abitanti per potere partecipare, il che se da un lato è sano perché comporta un’uniformità progettuale tra più comuni, dall’altro crea difficoltà organizzative che allungano ulteriormente i tempi: così facendo si rischia di non fare a tempo a presentare la domanda”.
Insomma, quella che stanno ingaggiando i sindaci del Sarrabus è anche una sorta di lotta contro il tempo ma non solo: fra i requisiti di partecipazione ai bandi ce ne sono alcuni davvero insoliti per la Sardegna: “Da quando sono usciti i bandi per la ristrutturazione degli edifici pubblici, come le scuole, sto combattendo con un’altra battaglia enorme: il rischio sismico – spiega il primo cittadino di Muravera – Nonostante la Sardegna non sia un territorio a rischio sismico (infatti è in fascia 4), la partecipazione al bando prevede che sia escluso il rischio sismico, il che può essere fatto solo dando incarico a tecnici specializzati, con costi francamente evitabili e tempi che si allungano al punto da perdere di fatto la possibilità di partecipare al bando. Ho portato questa questione all’attenzione della Protezione Civile, che ci ha tempestivamente aiutato per quanto riguarda il rischio idraulico, problema concreto del nostro territorio. La stessa ci ha suggerito di parlare con il Presidente della Giunta regionale affinché portasse una rimostranza al Governo, azione che abbiamo fatto, purtroppo senza alcun riscontro. Per quanto riguarda il rischio sismico abbiamo affidato il compito ad uno studio tecnico specializzato che si è attivato ma purtroppo non abbiamo fatto in tempo e abbiamo perso questo treno. Ci avevano promesso un aiuto regionale per la progettazione, attraverso l’individuazione di una struttura regionale a cui fare riferimento ma è stato un nulla di fatto, siamo stati lasciati a noi stessi. Abbiamo bisogno di un minimo di garanzia, che non c’è”.
Il sindaco di Muravera è un fiume in piena e con la cronista si sfoga ancora: “Un ultimo esempio? – dice – Il bando di intervento per gli impianti sportivi: 40 milioni stanziati per soli 40 comuni, in tutta Italia. Come possiamo anche solo pensare di rientrare tra questi?”
Sui problemi che i Comuni sarrabesi e, più in generale, sardi, stanno attraversando a causa del Pnrr, interviene anche Massimo Temussi che coordina la Cabina di regia regionale che spiega: “Siamo la regione che ha presentato più progetti. Il fatto è che il Pnrr è uno strumento verticistico, non concertato: di questi bandi non abbiamo avuto notizia della pubblicazione neppure il giorno prima, ci sta tutto volando sulla testa, c’è fretta di spendere”.
CARLOTTA MINOZZI (ilsarrabus.news)
