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Sarrabus

Published on Febbraio 7th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, Fare il pieno in zona? Un salasso senza fine

Un salasso. Fare il pieno in uno qualsiasi dei distributori di carburante sparsi per il Sarrabus significa non solo metter mano al portafoglio ma anche rimetterselo in tasca decisamente più leggero di quanto sarebbe lecito aspettarsi. In media, un automobilista che decide di servirsi in uno degli impianti del Sarrabus spende 14 o 15 centesimi in più al litro (a volte anche 16 o 17) rispetto a coloro che compiono l’analoga operazione a Cagliari o, per non andare troppo lontano, nelle zone limitrofe. Una situazione denunciata ed evidenziata da tempo da più parti che però non accenna a cambiare. A farne le spese non sono solo gli automobilisti ma anche i gestori, spesso e volentieri oggetto delle invettive degli utenti.

 

«I prezzi sono decisi e imposti esclusivamente dalle compagnie e i gestori non possono in alcun modo intervenire – spiega Adele Cireddu, che gestisce l’impianto di San Vito – Facciamo presente che la differenza di prezzi è un’anomalia da noi stessi più volte lamentata e segnalata. È noto a tutti infatti che nei vari impianti di San Vito Muravera, Villaputzu e Villasimius, delle diverse compagnie Esso, Q8, Eni e Ip vengono praticati prezzi praticamente simili tra loro, infatti si differenziano l’un l’altro mediamente di 1 o 2 centesimi, salvo qualche temporanea differenza, ma sono maggiorati di ben 14/15 centesimi rispetto a Cagliari. Tutto questo ci è costato un calo del 40 per cento di fatturato con conseguente perdita di un posto di lavoro».

Insomma, il gestore di una distributore di carburante è costretto ad eseguire il diktat delle compagnie con guadagni irrisori: «il guadagno del gestore è un margine fisso mediamente di 3 centesimi a litro, qualunque sia il prezzo finale, e dunque quando il prezzo aumenta, la maggiorazione di prezzo viene esclusivamente incamerata dalla compagnia che per una sorta di paradosso, ha lo stesso guadagno pur vendendo meno. I prezzi di vendita vengono stabiliti unicamente e insindacabilmente dalle compagnie petrolifere senza limite alcuno e il gestore non può in alcun modo applicare un prezzo diverso da quello consentito. Noi ovviamente come gestori, ci rammarichiamo per primi di questa situazione alla quale non possiamo in alcun modo porvi rimedio».

Fatto sta che consumatori e gestori dei distributori si trovano di fronte a un muro di gomma e il sospetto è che esista un autentico “cartello” fra le compagnie per stabilire un prezzo uniforme del carburante. Ipotesi naturalmente rispedita al mittente dagli interessati. E anche la tiritera di costi di trasporto sembra essere un’argomentazione che non regge: in alcuni giorni i prezzi registrati nel Sarrabus erano addirittura superiori a quelli dell’isola di La Maddalena dove, chiaramente, le autobotti, partendo dalla raffineria d’origine, devono affrontare non solo tanti chilometri ma anche un viaggio in traghetto per arrivare a destinazione.

Fatto sta che il sindaco di San Vito e attuale presidente dell’Unione dei Comuni, Marco Antonio Siddi, ha compiuto un passo ufficiale per vederci chiaro. Siddi ha preso carta e penna e ha scritto all’Antitrust e al Ministero per le Attività Produttive: «Il comportamento adottato da tutte le compagnie petrolifere (Esso, Q8, ENI e IP) – ha scritto il primo cittadino di San Vito – compresi i distributori selfizzati che adottano una pratica commerciale scorretta e altamente dannosa e che provoca una grave ingiustizia sociale ed economica, in un territorio disagiato».

Il presidente dell’Unione dei Comuni, inoltre, ha denunciato come gli automobilisti sarrabesi siano costretti a pagare un prezzo superiore di 14/15 centesimi rispetto a Cagliari e hinterland. Un sovraprezzo che non può essere giustificato con la distanza dalla raffineria in quanto con distanza praticamente raddoppiata, nei paesi dell’Ogliastra in provincia di Nuoro, le stesse compagnie praticano prezzi più bassi con differenze di 10 centesimi al litro rispetto ai paesi sopra citati. Carburante che, viene precisato nella stessa comunicazione, arriva dalle stesse autobotti della medesima raffineria. In altre occasioni sindaci del territorio e consiglieri comunali avevano evidenziato il problema senza risultati comcreti.

E mentre l’Antitrust per il momento tace, il Sarrabus continua a subire una politica di prezzi che causa danni economici sia ai consumatori che ai gestori degli impianti.

(ilsarrabus.news)

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One Response to SARRABUS, Fare il pieno in zona? Un salasso senza fine

  1. GianFranco says:

    Io ho notato già dà tempo questo problema e infatti non faccio più carburante qui a Muravera in nessun distributore ma vado a Cagliari in un distributore della stessa compagnia Q8 con differenza di 15 18 centesimi a discapito dei gestori del sarrabus

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