SARDEGNA, 123 milioni per l’ampliamento dell’ospedale Brotzu e nuove misure per rafforzare la sanità
Sale da 90 a 123 milioni di euro il finanziamento destinato alla nuova piastra tecnologica dell’Arnas “G. Brotzu” di Cagliari. L’incremento delle risorse, garantito attraverso i fondi FSC, è stato annunciato dalla presidente della Regione e assessorE della Sanità ad interim, Alessandra Todde, a margine della presentazione del progetto di ampliamento del principale ospedale dell’isola. “È un progetto importantissimo perché farà in modo di restituire al Brotzu modernità, accessibilità e una risposta adeguata all’alta specializzazione”, ha dichiarato la presidente, ricordando che l’intervento era stato avviato nelle precedenti legislature e rappresenta un esempio di continuità amministrativa su opere considerate strategiche per il sistema sanitario regionale.
L’investimento sul Brotzu, ha precisato Todde, non esaurisce però la programmazione regionale sull’edilizia sanitaria. La Regione sta infatti lavorando a un piano complessivo che coinvolge l’intero territorio sardo, comprendendo sia l’ospedale di San Gavino sia gli interventi già avviati nell’Aou di Sassari. L’obiettivo è ridefinire il modello ospedaliero alla luce dell’evoluzione della medicina territoriale prevista dal DM77, valutando quale impatto avranno le nuove strutture territoriali sull’organizzazione della rete ospedaliera. “Stiamo pensando veramente a come i nuovi ospedali devono essere pensati”, ha affermato la presidente, spiegando che le future strutture dovranno essere progettate sulle reali esigenze della Sardegna e integrate in un sistema sanitario moderno ed efficiente.
Sul fronte dell’emergenza-urgenza, la Giunta regionale ha approvato una serie di provvedimenti per affrontare la fine del sistema dei gettonisti prevista dalla normativa nazionale entro il 30 giugno. La strategia individuata punta a rafforzare la sanità pubblica incentivando medici e personale sanitario a prestare servizio nei pronto soccorso maggiormente in difficoltà. Gli incentivi previsti arrivano fino a 100 euro per i medici e 60 euro per il personale del comparto all’interno della stessa Asl, mentre nelle convenzioni tra aziende sanitarie possono raggiungere rispettivamente i 140 e gli 80 euro. “Alla sanità sarda serve una risposta corale”, ha sottolineato Todde, evidenziando come alcuni pronto soccorso risentano in maniera particolare della pressione stagionale e richiedano interventi immediati per garantire la continuità dei servizi.
La presidente ha inoltre ribadito che il rafforzamento del sistema sanitario passa anche attraverso il reclutamento di nuovo personale. Il fabbisogno stimato dalla Regione è di circa 300 medici e 1.500 infermieri nei prossimi anni, numeri che impongono il ricorso a tutte le soluzioni disponibili in attesa dei tempi necessari per l’espletamento dei concorsi. “Stiamo utilizzando tutte le strade possibili per rafforzare la nostra struttura sanitaria”, ha detto Todde, riconoscendo al contempo il ruolo di medici e infermieri che oggi sostengono il sistema sanitario regionale lavorando spesso in condizioni di forte pressione operativa.
Tra le delibere approvate figura anche l’istituzione di un albo regionale dei libero-professionisti, pensato per consentire alle aziende sanitarie di reperire rapidamente personale già qualificato e con requisiti verificati. Lo strumento punta a uniformare le procedure e a ridurre i tempi necessari per il ricorso a figure professionali esterne. Parallelamente la Giunta ha disposto la ripartizione di 3 milioni di euro destinati al recupero delle liste d’attesa, sulla base delle analisi condotte insieme ad Agenas. Le risorse saranno concentrate in particolare sulle prestazioni che presentano le maggiori criticità, tra cui gli interventi di cataratta, destinati ad aumentare per effetto dell’invecchiamento della popolazione, oltre a colonoscopie e gastroscopie, considerate tra gli esami prioritari per ridurre i tempi di attesa dei cittadini. (ilsarrabus.news) fonte: agenzia Nova
