San Vito

Published on Maggio 26th, 2025 | by Redazione

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SAN VITO: A Piddia strade invase dai rovi, residenti isolati e a rischio incendi

Strade che non sono più praticabili, invase da rovi, erba secca alta oltre un metro e mezzo, alberi robusti che si ergono sulle carreggiate, canneti che soffocano ogni passaggio, piante grasse che avanzano dal bordo rendendo scivolosa e pericolosa la viabilità. Non è lo scenario di un film post-apocalittico, ma la realtà quotidiana in località Piddia, frazione di San Vito, nei pressi del villaggio di San Priamo.
Una zona che sembra cancellata dalle mappe della manutenzione pubblica, dove chi vive e lavora convive con il degrado e la paura. “Sono forse dieci anni che regna l’abbandono totale – racconta la famiglia Meloni, residente storica della zona – i cespugli hanno invaso le carreggiate e ad ogni curva rischiamo di fare un frontale con chi lavora nei terreni o passa da qui per raggiungere il fiume. Passano anche camion, ma nessuno interviene. Paghiamo le tasse come tutti, ma qui sembra che nessuno abbia giurisdizione.”
Il malcontento cresce tra i residenti: oltre dieci famiglie vivono nei dintorni e nella zona operano diverse attività agricole e commerciali. Con l’estate alle porte, la preoccupazione principale si chiama fuoco. Le sterpaglie secche sono una miccia pronta ad accendersi. Lo conferma ancora il signor Meloni: “La nostra paura più grande sono gli incendi. L’anno scorso ne abbiamo subiti quattro. Abbiamo perso più di ottanta piante di arancio, subito danni alle tubature dei pozzi e gran parte dell’impianto di irrigazione è andato distrutto. Uno di quegli incendi è arrivato a un metro e mezzo da casa nostra. E ogni volta, le nostre denunce vengono archiviate. Cosa dobbiamo fare? Aspettare la tragedia?”
Abbiamo ricevuto diverse immagini che documentano chiaramente la situazione, ma è sufficiente percorrere la zona per rendersene conto di persona: già dall’incrocio per Feraxi, nei pressi del ristorante Maistru Andria, svoltando verso località Piddia, si entra in uno scenario di totale incuria e potenziale pericolo.
Lasciamo a chi di dovere una riflessione seria e urgente, nella speranza che venga finalmente preso atto dello stato di abbandono e del rischio costante che grava su questa parte del Sarrabus. FABRIZIO RACCIS (ilsarrabus.news)

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