MURAVERA, Nuove tartarughe a Cristolaxedu: in corso la schiusa del primo nido Caretta caretta del 2026
Nuove nascite sulla spiaggia di Colostrai-Cristolaxedu, nel territorio di Muravera, dove oggi sono emerse dalla sabbia alcune tartarughe marine appartenenti al primo nido di Caretta caretta individuato in Sardegna nel 2026. La schiusa arriva a pochi giorni di distanza da quella registrata nello stesso tratto di litorale e riconducibile a un nido che non era stato precedentemente identificato. Un nuovo evento riproduttivo interessa quindi la costa muraverese, ormai diventata uno dei punti di osservazione della nidificazione della specie nell’Isola. Le piccole tartarughe, una volta uscite dal nido, hanno iniziato il percorso sulla sabbia verso il mare, mentre le operazioni proseguono perché la schiusa non risulta ancora conclusa.
La nidificazione e la successiva nascita delle tartarughe vengono considerate un indicatore delle condizioni ambientali conservate dal litorale di Colostrai-Cristolaxedu. Il completamento del ciclo riproduttivo della Caretta caretta richiede infatti una combinazione favorevole di diversi fattori, dalle caratteristiche e dalla temperatura della sabbia alla limitata presenza di fonti di disturbo. Tra gli elementi determinanti rientrano anche il contenimento dell’inquinamento luminoso e acustico, particolarmente importante nelle ore notturne durante la deposizione delle uova e, successivamente, nella fase in cui i piccoli emergono dal nido e devono orientarsi verso il mare. La nuova schiusa conferma così il valore naturalistico di un tratto costiero che anche durante questa stagione estiva sta ospitando diversi episodi legati alla riproduzione delle tartarughe marine.
Poiché la schiusa è ancora in corso, per i prossimi giorni gli esperti dell’Area marina Protetta Capo Carbonara, raccomandano la massima attenzione nell’area interessata dal nido, evitando comportamenti che possano interferire con l’uscita e il percorso delle tartarughe. L’invito rivolto a cittadini, turisti e bagnanti è quello di non creare assembramenti attorno alla zona, non avvicinarsi eccessivamente agli esemplari e soprattutto non toccarli o tentare di accompagnarli verso l’acqua. Da evitare anche l’utilizzo di flash, torce, telefoni cellulari o altre sorgenti luminose dirette verso gli animali: le luci artificiali possono infatti disorientare i piccoli durante il tragitto dalla sabbia al mare. L’obiettivo è consentire che la schiusa possa completarsi senza interferenze e che ogni nuovo esemplare possa raggiungere autonomamente l’acqua. (ilsarrabus.news)
