Muravera

Published on Maggio 19th, 2021 | by Redazione

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MURAVERA, Il San Marcellino accorpato al Brotzu? E in consiglio si scatena la protesta

La proposta di riorganizzazione della sanità ospedaliera e territoriale del distretto di Muravera scatena le polemiche nel consiglio comunale della cittadina sarrabese dove i gruppi di minoranza hanno abbandonato l’aula per protesta contro il documento presentato dalla giunta per il rilancio del San Marcellino e approvato con i soli voti della maggioranza. Una proposta, quella esposta in assemblea dal sindaco, Salvatore Piu, che disegna un nuovo modello di ospedale di periferia legato ad un ospedale di primo livello. Il San Marcellino, se la Regione dovesse accogliere il progetto, in futuro potrebbe essere legato a grandi strutture cagliaritane come il Brotzu e il Policlinico Universitario, ospedali che poi dovranno individuare come utilizzare al meglio il nosocomio sarrabese.
“Premesso che con tutte le proposte, se così possono essere chiamate, presentate sino ad ora il San Marcellino si trova nella condizione attuale in cui non esiste un pronto soccorso, ma solo un punto di primo soccorso in cui non è garantita la presenza di un anestesista e di un chirurgo 24 ore su 24 – ha spiegato il sindaco, Salvatore Piu – La proposta dell’amministrazione comunale di Muravera prevede prima di tutto la garanzia della vita, ossia delle emergenze-urgenze. Non si transige dal chiedere che venga ripristinato un Pronto Soccorso propriamente detto, la cui esistenza può essere garantita solo dalla presenza h24, come già detto, di anestesista e chirurgo. In questa maniera lo staff infermieristico e medico del Pronto Soccorso potrà essere in grado di gestire e stabilizzare eventuali codici rossi. La presenza e il ripristino dell’elisoccorso, tanto criticati, sono un ulteriore garanzia e sicurezza per trasportare i pazienti gravi verso l’ospedale Hub di riferimento e non è assolutamente prevista la sostituzione del pronto soccorso con il solo elisoccorso. La proposta mira a valorizzare l’ospedale accorpandolo ad un ospedale Hub di secondo livello. Si vuole ripristinare in questo modo la chirurgia, potenziare l’oncologia, la cardiologia e tutti i servizi territoriali presenti e/o mancanti (come la neuropsichiatria infantile o la pneumologia)”.
Alle accuse di non condivisione della proposta con la minoranza, gli altri sindaci e le associazioni, il sindaco ha replicato che “per dieci anni le proteste non hanno sortito nessun effetto, e tutti assistiamo quotidianamente al lento stillicidio concretizzato nell’impoverimento del nostro ospedale. La proposta presentata non giunge nuova poiché è la stessa costantemente presentata in sede di Commissione Sanità comunale, ampiamente discussa (anche con professionisti sanitari di prim’ordine) e che è sempre stata osteggiata per partito preso, preferendo portare avanti un’ostinata opposizione non sostenuta da proposte credibili o anche solo plausibili. La sorte dell’ospedale San Marcellino sta a cuore a tutti noi. Noi per primi siamo potenziali pazienti. Occorre concretezza, non progetti irrealistici e irricevibili, ed è necessario agire”.
La minoranza consiliare non ci sta e replica: “è stata scritta una bruttissima pagina per Muravera – hanno spiegato Gianfranco Sestu, Francesca Mattana e Andrea Zinzula di Obiettivo Muravera – Per un’ora e mezza si è discusso se votare o meno la proposta del sindaco di riorganizzazione dell ospedale San Marcellino. Proposta della quale (per ammissione del sindaco) erano a conoscenza solo la vice-sindaco e l’assessore alla sanità. Il sindaco ha scelto di non depositare la sua proposta agli atti per poi chiedere addirittura il voto ai consiglieri sulla stessa. Per un’ora e mezzo abbiamo cercato di far ragionare il sindaco sulla necessità di rimandare il punto, sia perché eravamo all’oscuro del contenuto della sua proposta, sia perché il poco che ci ha riferito il sindaco ci ha decisamente allarmati (la sua proposta decreta la morte definitiva della chirurgia di emergenza al San Marcellino). Abbiamo chiesto che su una tematica così importante venissero coinvolti i sindaci del territorio e le associazioni di categoria prima della votazione della stessa. Uno sforzo che si è rivelato vano e che ha costretto tutti e cinque i consiglieri di opposizione ad alzarci ed abbandonare l’aula. A prescindere dalle opinioni di ciascuno di noi, quando tutti i consiglieri di opposizione si vedono costretti a lasciare un’ aula consiliare, questa per un paese è una grossa sconfitta”.
Anche Roberta Murgia e Valerio Boi del gruppo Officina Murera si schierano contro la proposta del sindaco: “Chiediamo che la proposta venga inviata alla commissione sanità e che coinvolga gli altri Comuni e le associazioni. Serve un consiglio comunale congiunto tra tutti i paesi del Sarrabus e del Gerrei, l’ospedale è di tutti”. (ilsarrabus.news)

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