MURAVERA, Il commissario Asl in Consiglio comunale: “Non ci sono soluzioni facili, sì a scelte condivise”
“Non prometto soluzioni facili, né dirò solo ciò che volete sentirvi dire. Ma garantisco che ascolterò, valuterò ogni proposta, e metterò in campo azioni concrete, in un quadro di realismo e responsabilità istituzionale. Insieme, se davvero lo vogliamo, possiamo ridare dignità al San Marcellino e alla sanità del Sarrabus-Gerrei”. Con queste parole il commissario straordinario della Asl 8 di Cagliari, Aldo Atzori, ha chiuso la seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale di Muravera, convocata per discutere pubblicamente, in modo solenne e istituzionale, delle gravi criticità che da anni affliggono l’accesso alle cure e la qualità dei servizi sanitari nel territorio.
Un incontro affollatissimo che ha visto la partecipazione dei sindaci del Sarrabus e del Gerrei, consiglieri comunali, cittadini e operatori sanitari. Per Atzori, medico e manager sanitario, si è trattato della seconda visita a Muravera in poche settimane.
Atzori ha toccato un nodo cruciale: la sostenibilità delle proposte. “Il problema non è solo avere un medico in più o un reparto in più. È costruire un modello che tenga, sul piano operativo ed economico. Troppo spesso, anche in passato, sono state fatte promesse non mantenibili. Io non metterò toppe, ma cercherò soluzioni sistemiche. Non possiamo avere un ospedale vetrina, vuoto di contenuti e professionalità. Serve una sanità credibile, che metta al centro i fragili, le urgenze, le vere priorità”.
Il riferimento, chiaro, è al San Marcellino: struttura moderna, recentemente ristrutturata, con reparti e sale operatorie d’eccellenza, ma svuotata progressivamente di contenuti clinici e figure professionali. “Siamo pronti a valutare la riattivazione della chirurgia – ha dichiarato Atzori – ma deve essere una chirurgia sostenibile, con personale stabile e un’organizzazione efficiente. Lo stesso vale per ortopedia, cardiologia, oncologia. Capisco la frustrazione per le carenze. Ma la prima cosa da fare è garantire la tenuta del pronto soccorso, presidio cruciale per l’emergenza”.
Proprio sul tema dell’urgenza, il commissario ha ammesso le difficoltà, ma anche tracciato una via: “Il pronto soccorso lavora con un solo medico per turno. È evidente che non basta. Ma bisogna trovare le risorse, non solo economiche, ma umane. Il personale oggi non si trova facilmente. È nostro compito rendere attrattivo questo presidio, con strumenti come gli incentivi per le zone disagiate, previsti dalla delibera regionale del 2023. A Lanusei hanno funzionato. Dobbiamo sbloccare la contrattazione sindacale e applicarli anche qui”.
Atzori ha poi annunciato la volontà di rivedere l’intera organizzazione della sanità territoriale: “La medicina di prossimità è il primo argine al collasso dei presidi ospedalieri. Se un paziente fragile viene curato a casa o sul territorio, non intasa il pronto soccorso. Serve una nuova sinergia tra distretto, comuni, medici di base, specialisti. E anche qui servono scelte e risorse”. Ma ha messo in guardia dal rischio dell’illusione: “Non possiamo vivere di nostalgia. L’ospedale che c’era 30 anni fa non tornerà. Ma questo non significa che dobbiamo rassegnarci. Possiamo e dobbiamo costruire una sanità adeguata ai tempi, moderna, integrata, efficiente. Lo possiamo fare se ciascuno fa la sua parte, se le richieste sono coerenti, e se si lavora insieme”. Il sindaco di Muravera, Salvatore Piu, ha raccolto l’invito e rilanciato: “Lo diciamo con chiarezza: questo è l’ultimo treno per il San Marcellino. Non chiediamo miracoli, chiediamo rispetto. Rispetto per i nostri anziani, per i turisti che arrivano d’estate, per i cittadini del Sarrabus-Gerrei. Vogliamo atti, non parole. E li vogliamo subito”.
L’assessore comunale al Bilancio, Andrea Mura, ha posto l’accento sul peso specifico del Sarrabus in termini di flussi turistici e fragilità demografiche. “Abbiamo quasi due milioni di presenze tra maggio e ottobre – ha ricordato – e una popolazione residente in gran parte anziana. È inaccettabile che, in questo contesto, si debba affrontare un viaggio lungo e disagevole per un esame, una visita o un’emergenza. La chiusura di un tratto della nuova 125 rende ancora più evidente quanto sia strategico avere un presidio funzionante. Chiediamo due medici per turno al pronto soccorso, un laboratorio analisi operativo anche la notte, la sostituzione urgente degli specialisti mancanti e il ripristino della chirurgia: queste non sono pretese, sono diritti”.
In aula sono risuonate le voci di tutti i sindaci del territorio: da Sandro Porcu (Villaputzu), che ha sollecitato il rilancio del tavolo sindacale, a Marco Antonio Siddi (presidente Unione Comuni e sindaco di San Vito), che ha denunciato “anni di scelte sciagurate”; da Leonardo Usai (Villasalto), che ha chiesto più attenzione per il poliambulatorio di San Nicolò Gerrei, a Marco Lampis (Escalaplano), che ha invocato una rete sanitaria davvero vicina ai fragili e alle famiglie. Emozionato e determinato l’intervento del consigliere Matteo Plaisant: “Onoriamo il debito che abbiamo verso i nostri anziani. Il diritto alla salute non è un favore, è un dovere dello Stato”. A delineare le priorità è stata la consigliera comunale di minoranza Francesca Mattana, che ha presentato un pacchetto articolato di proposte: doppio medico per turno al pronto soccorso, rilancio della chirurgia con più specialità, turnazione stabile per ortopedico e cardiologo, potenziamento di analisi e oncologia. “Non stiamo chiedendo miracoli – ha affermato – ma l’essenziale per garantire sicurezza ai pazienti e dignità al nostro personale sanitario”
A nome di tutta l’assemblea, il sindaco Piu ha annunciato che ogni consiglio comunale del territorio approverà un atto ufficiale di indirizzo, “per dare forza e corpo a questa battaglia”. In chiusura di seduta il commissario Atzori ha lanciato un appello: “Vi chiedo fiducia, ma anche responsabilità. La sanità non è solo una macchina da gestire: è una comunità da servire”. (ilsarrabus.news)
