MURAVERA, A Feraxi al via i lavori per liberare il collegamento tra stagno e mare
Ripristinare l’equilibrio naturale dello stagno di Feraxi e garantire la funzionalità di un sistema ambientale delicato, in cui convivono tutela ecologica e attività economiche: è l’obiettivo dell’intervento presentato dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale nell’area della bocca a mare dello stagno, nel territorio di Muravera. L’operazione rientra nelle nuove competenze attribuite ai Consorzi di Bonifica dalla legge regionale di febbraio 2025, la numero 7, che consente di “eseguire interventi di manutenzione straordinaria volti alla tutela e alla salvaguardia delle aree lagunari e delle zone umide di competenza regionale”. Al Consorzio della Sardegna Meridionale sono stati affidati, tramite Agris e con una dotazione complessiva di 4 milioni di euro, gli interventi urgenti sui compendi ittici di Feraxi, Malfatano e Su Stangioni di Teulada, oltre a quelli sugli stagni di Sa Praia, San Giovanni e Colostrai nella Sardegna sud-orientale, sulla laguna di Santa Gilla e lo stagno di Nora nel Cagliaritano, e sui compendi di Porto Pino, Cirdu e Boi Cerbus nel Sulcis Iglesiente. “L’intervento in programma su Feraxi – spiega Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica – fa parte della prima convenzione stipulata con la Regione Sardegna, per un importo totale di 4 milioni di euro, e che, occorre sottolinearlo, ha seguito un iter velocissimo grazie anche al lavoro dei nostri uffici”.
Nel dettaglio, Perra ricostruisce il percorso amministrativo dell’operazione: “La deliberazione Ras è del marzo 2025, la determinazione del direttore generale Agris è invece del 31 ottobre, mentre la firma della convenzione è avvenuta il 4 novembre 2025, con autorizzazione alla esecuzione dei lavori da parte della Regione del 16 gennaio scorso. Per questo non possiamo che essere orgogliosi di dare una risposta immediata e veloce alla popolazione e agli operatori economici del posto, ma soprattutto di essere artefici della tenuta del delicato equilibrio di quei luoghi, in un periodo di forti stravolgimenti ambientali dovuto a cause naturali e antropiche”. Lo stagno di Feraxi, alimentato dalle acque dolci del Rio Picocca e del Rio Corr’è Pruna, comunica con il mare attraverso un canale artificiale che consente le attività di itticoltura e mitilicoltura, ma che risente del continuo accumulo di sedimenti trasportati dalle correnti marine. “Tecnicamente – ha spiegato Andrea Mandras, direttore dell’area tecnica del Consorzio – si tratta di un intervento di riconfigurazione batimetrica della bocca a mare, con la movimentazione dei sedimenti sabbiosi trasportati dalle correnti marine: una condizione critica difficilmente gestibile su iniziativa privata e che mette a rischio gli equilibri di scambio stagionali tra mare e laguna”. L’operazione prevede la rimozione di circa 7.000 metri cubi di materiale, da depositare nello stagno per realizzare un abbancamento utile anche a futuri interventi. “I Consorzi di Bonifica – conclude Perra – con le loro professionalità, mezzi e capacità degli uffici, ancora una volta dimostrano di essere dei bracci operativi efficienti a servizio della collettività e con il coordinamento della Regione Sardegna”. (ilsarrabus.news)
