Apertis Verbis

Published on Febbraio 28th, 2019 | by Redazione

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L’ANALISI. Il Sarrabus unito avrebbe potuto eleggere ben tre consiglieri regionali (Fernando Codonesu)

Sembra di essere tornati al tempo della prima Repubblica quando tutti i partiti vincevano, anche quelli che conquistavano un consenso da prefisso telefonico. Eh già, ma allora c’era il proporzionale!

 

Oggi, con la legge regionale elettorale più truffaldina della storia isolana, con le soglie del 5% per la singola lista e il 10% per la coalizione e l’iperpremio di maggioranza del 60% dei consiglieri pur che si superi il 40% dei consensi, le cose vanno così diversamente che alcuni commenti politici sembrano non solo poco credibili ma del tutto fuori contesto, se non ridicoli.

Incominciamo dal centrosinistra che ha ceduto al centrodestra un’altra Regione, la Sardegna, con il PD e i suoi alleati che perdono circa 100.000 voti rispetto al 2014 che si traducono in ben 20 seggi in meno e si dichiarano “… soddisfatti” perché, dice Zedda “abbiano preso più voti del M5S“.

Il M5S, con Desogus, si dichiara ugualmente soddisfatto perché entra con una pattuglia di consiglieri in Regione, ma si lascia sfuggire che “si sarebbe accontentato di un secondo posto”, non raggiunto, pare di capire, in quanto non sufficientemente sostenuto dal loro capo politico Di Maio a differenza di Salvini che ha fatto una vera e propria “campagna di conquista”.

Desogus e i 5S dimenticano però di constatare quella che può essere chiamata solo una disfatta, senza ombra di dubbio, in quanto rispetto ad appena 11 mesi fa, ovvero al 42% delle elezioni politiche del 4 marzo, si sono volatilizzati circa 300.000 voti. Così come nel caso del centrosinistra che non ha voluto fare i conti con la realtà rappresentata da 5 anni di politica antipopolare della Giunta Pigliaru sembra che anche i 5S facciano una grande fatica a riconoscere le sconfitte.

E l’area identitaria e indipendentista che nel 2014 con Pili e Murgia rappresentavano 120.000 elettori e oggi si sono ridotti a circa 45.000 voti dispersi in tre raggruppamenti senza alcuna possibilità non solo di rappresentanza istituzionale, ma anche di dare speranza al progetto politico di quell’area? Divisi si è condannati a perdere e in certi casi anche all’irrilevanza, ancor più grave in quanto scelta consapevolmente.

L’unico raggruppamento che può dichiararsi più che soddisfatto è il centrodestra che, con Solinas e Salvini, ha raggiunto un consenso che sfiora il 48% con una differenza dei voti di lista rispetto al centrosinistra di ben 15 punti percentuale: una distanza incolmabile alla faccia degli exit poll farlocchi e mai vista da quando si vota in Sardegna. Si osserva che in passato la differenza tra il primo e il secondo classificato è stata sempre pari al massimo al 10%, ma questa volta sono venuti al pettine tutti i problemi non risolti e quelli che si sono aggravati nel quinquennio di giunta Pigliaru. Ovviamente al vincitore vanno fatti i complimenti e bisogna augurargli buon lavoro nell’interesse di tutti i sardi.

E veniamo ora al Sarrabus-Gerrei. Qui, unica zona dove nel 2014 il centrodestra prevalse sul centrosinistra, Solinas e Salvini hanno stravinto, con percentuali di tipo bulgaro in alcuni comuni e ancora una volta senza alcun rappresentante locale presente nel Consiglio regionale. Ancora una volta prevalgono gli interessi di alcuni partiti e il territorio diventa una riserva di voti senza avere nulla in cambio, anzi con la certezza che i problemi locali, a partire dall’ospedale San Marcellino, si acuiranno più di prima.

Per un certo periodo ho letto della proposta di fare le primarie di zona per individuare alcuni validi candidati da sostenere territorialmente e francamente condividevo convintamente tale possibilità, anche perché ci sono validi candidati presenti nella società civile, sperando che fosse la volta buona, ma così non è stato.

Eppure c’erano nel passato, e anche in questa tornata si sarebbe potuto avere, le possibilità concrete di eleggere una buona rappresentanza in Consiglio pur di fare le scelte giuste. Le possibilità di eleggere Consiglieri di zona dipendono oltre che da valutazioni di convenienza territoriale da considerazioni di semplice aritmetica (non di matematica superiore). Infatti, se si sommano le preferenze espresse per le diverse liste, escludendo i candidati Presidente, in tutto il Sarrabus-Gerrei si arriva a ben 12.338 voti. Di questi, 957 sono dei 5S, ben 7.769 del centrodestra, 2.632 del centrosinistra, 604 di Autodeterminatzione, 216 di Sardi Liberi, 125 del PDS e 81 di Sinistra Sarda: un numero totale di voti che poteva e può far eleggere ben tre consiglieri!

Insomma, due lezioni che spero possano servire nella prossima scadenza elettorale. Per il Sarrabus-Gerrei che si faccia tesoro dei voti che si possono esprimere, valorizzandoli in maniera adeguata, perché i risultati confermano che potevano essere eletti due consiglieri del Centrodestra e uno del Centrosinistra; per il Centrosinistra, M5S e identitari indipendentisti (possibilmente uniti) imparare a convivere nei prossimi cinque anni costruendo un’opposizione credibile sia nelle istituzioni che negli ambiti territoriali da cui possa scaturire un’alternativa di governo.

Fernando Codonesu

(ilsarrabus.news)

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