Apertis Verbis

Published on Marzo 27th, 2019 | by Redazione

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LA RIFLESSIONE. Perché il ponticello centenario di Villaputzu resiste mentre quelli moderni crollano?

Ho letto che a Gonnosfanadiga devono demolire due passaggi pedonali sul rio Piras, costruiti undici anni or sono. Riguardo alla mancanza di manutenzione, si devono smantellare e ricostruirli perché pericolosi per l’incolumità dei passanti. Il costo? 360mila euro.

 

Noi villaputzesi abbiamo pure dei ponti, di cui uno nella località piazza is Tellaias costruito nel lontano 1916 dal GC (Genio Civile) mai avuto manutenzione, nonostante ciò, oggi è ancora vispo e vegeto. Sotto il ponticello, in questi 103 anni di vita c’è passata tanta acqua, ma anche sopra il ponte ci sono passati miglia di carri a buoi, macchine pesanti, trattori e migliaia e di esseri umani per raggiungere la sponda sinistra del nostro Fiume Flumendosa.

Era la strada delle donne, casalinghe e giovincelle varcavano ogni giorno il ponte con in testa i traballanti cesti di vimini zeppi d’indumenti sporchi, si recavano verso il fiume con passo svelto e superbo come si addice alla donna sarda, per lavare i loro abiti in quella limpida acqua che placida scorreva verso il Tirreno.

Il nostro ponticello che ha lottato contro il tempo e le intemperie e le inondazioni, è ancora là, fiero e maestoso per i suoi 103 anni, mentre le altre infrastrutture costruite in questi tempi moderni crollano a ogni folata di vento. La domanda è di prassi: oggi, forse anche a causa della corruzione dominante, non sono si riesce proprio a costruire qualcosa di buono?

Credo che lo storico adagio “Si stava meglio quando si stava peggio” valga ancora.

Egidio Loi

(ilsarrabus.news)

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2 Responses to LA RIFLESSIONE. Perché il ponticello centenario di Villaputzu resiste mentre quelli moderni crollano?

  1. ALBINO AGUS says:

    Bravo Egidio, hai ragione: si stava molto meglio quando credevamo di stare peggio!!! A parte il ponticello di Villaputzu, guarda i ponti romani che ancora resistono dopo più di duemila anni…
    Oggi crollano ponti e si aprono voragini su strade appena costruite e immaginiamo il perché: tutto per fare più soldi possibile usando materiali scadenti. E i responsabili se ne fregano perché tanto sanno ch non andranno nemmeno in galera. Meno male che noi, dopo ogni disastro, anche annunciato, ci riuniamo a centinaia per fare fiaccolate; poi tutto finisce lì: chi ha avuto il danno se lo tiene e… peggio per lui che in quel momento si trovava lì! Ciao Albino Agus

  2. Egidio Loi says:

    Caro Albino, ti ringrazio per aver reagito al mio post, c’è però qualcuno di staliniana mentalità che non ha accettato il detto: ” si stava meglio quando si stava peggio” un salutone da Villaputzu e vi auguro la buona notte.

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