Apertis Verbis

Published on Novembre 24th, 2020 | by Redazione

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LA RIFLESSIONE. L’Italia, un paese che si sfalda sotto i colpi del campanilismo

Alcune volte mi capita di pensare di osservare un mondo diverso, oppure di osservarlo da una prospettiva diversa. Questo paese si sta sfaldando e non Parlo dell’ aspetto economico, di quello ne parlano tutti e non sono certo io il più titolato a farlo. Però per parlare degli Italiani non servono titoli, basta alzare la testa. Gli Italiani sono li, a portata di mano. Chi può conoscere questa società meglio di noi che ci viviamo, che la viviamo e la componiamo. Non ci servono narratori né suggeritore.

 

Giovanni, il mio vicino, lo conosco proprio bene e come lui tanti altri. Io, noi, siamo impregnati della società cui apparteniamo, dei suoi pregi e de i suoi difetti. Siamo talvolta parte di una o l’altra faccia della medaglia. Io osservo e ciò che vedo non è poi così nascosto, basta saper scorgere ed ascoltare. L’Italia si sfalda sotto i colpi del campanilismo. Sotto le ceneri identitarie ed unitarie alle braci delle identità territoriali è stato permesso di perdurare. Ci siamo illusi tutti quanti per più di un secolo e mezzo, che l’Italia fosse realmente unita. Ma in realtà l’unica unità dimora dentro i palazzi e neppure troppo. L’unità è nei libri, ma non dentro le scuole. L’unità è nei trattati ma non dentro gli ospedali. L’unità è un idea, ma poi nelle strade è tutta un altra cosa.

Questo paese colpito dalla pandemia si spezzettata, regione per regione, nord contro sud. Si fa a gara per differenziare come se la malattia facesse differenze. Così accade che, ciò che venne unito con la forza degli intellettuali e delle armi, oggi spontaneamente si divida. Perché Milano non è Palermo e Napoli non è Bologna o Bari Torino. Per quanto male faccia dirlo siamo tutti terribilmente diversi, assimilabili magari, ma differenti. Che dire poi di noi Sardi. Per dirlo con esattezza diversi tra i differenti. Talvolta storicamente costretti a somigliare ad una società che non ci rispecchia e spesso non ci comprende. Questo accade, la verità viene a galla.

Il perseguimento del federalismo ha gettato la maschera ed al contempo smascherato una unità di facciata ed una identità territoriale ben più radicata di quanto noi tutti immaginassimo. Non sono uno scissionista ma vedo e valuto. È arrivato il momento di guardarci allo specchio con onestà e dirci come stanno le cose: Abbiamo miseramente fallito. Quando il virus ci ha colpito e stravolto ognuno di noi è diventato forestiero. Città per città, regione per regione, provincia per provincia tutti siamo stati “i diversi”. Che importa poi se il 4 Novembre ci siamo sentiti un po’ uguali sotto le scie colorate delle frecce nel cielo, quando abbiamo abbassato gli occhi Roma non era Bergamo e Bergamo non era Roma. Allora cosa ci resta? Ci resta il tempo per comprendere cosa vogliamo essere, cosa vogliamo diventare, perché questo paese è più lontano che mai dalla sua bella idea di unità.

Lettera firmata – San Vito

(ilsarrabus.news)

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