Apertis Verbis

Published on Agosto 24th, 2019 | by Redazione

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LA LETTERA. I semafori sul ponte di ferro? Meglio attendere cinque minuti che rischiare la vita

Con la nuova segnaletica, gli automobilisti incivili e frettolosi hanno già distrutto 12 di quei paletti che delimitano la larghezza della carreggiata, mentre altri maleducati, rapidi come ratti, passano pure col rosso.

 

Al massimo si perdono cinque minuti, con la sicurezza di non avere altre macchine di cui andare incontro. Per andare a San Vito impiego 15 minuti e non 45 come certuni affermano. Cavolo, il nostro ponte non è mica il tunnel del San Gottardo ove bisogna aspettare tante ore per attraversare il tunnel.

Ci mettiamo a frignare per ogni nonnulla mentre la stragrande maggioranza degli automobilisti sardi non sa ancora che una macchina è corredata da segnalatori di direzione. Per me quei semafori possono restare per sempre, è l’unica via di sicurezza, quel ponte è troppo stretto per due macchine.

Poi, di notte, quando il buio avvolge questa struttura debilitata dal tempo, e gli specchietti della macchina rasentano le fiancate di ferro, questo cavalcavia si trasforma subito in una subdola trappola mortale. Non credo che dopo il restauro, il ponte aumenterà in larghezza, e non costruiranno piste ciclabili, e nemmeno pedonali ambo i lati del cavalcavia, e non installeranno neppure alcuni faretti per illuminare la carreggiata nelle notti buie.

Credo che tutto questo non avverrà. Il restyling del ponte includerà il mutamento di quei ferri contorti e arrugginiti da 40 anni or sono, un paio di pennellate di vernice scadente, un po’ di cemento e il ponte sul Flumendosa risplenderà come nuovo, mentre verrà osannato dai villaputzesi che adorano tutto ciò che luccica, ma in realtà, il ponte è, e sarà quello di sempre, con le stesse misure, le sue fragilità e le sue inaffidabilità riguardo la sicurezza.

Personalmente opterei, per i semafori fissi, è meglio aspettare 5 minuti, che rischiare la vita ogni volta che si varca il ponte. Spero che il “Ponte di Ferro” cambi questo brutto nome.

I nostri avi nella loro immensa saggezza l’hanno battezzato così, se fosse stato costruito col legno sarebbe oggi nomato “Su Pont’e Lina”. Purtroppo, scarsa fantasia. Oggi un altro nome sarebbe più che azzeccato, anche perché, questo ponte è ormai entrato nella leggenda di Villaputzu.

Egidio Loi – Villaputzu

(ilsarrabus.news)

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One Response to LA LETTERA. I semafori sul ponte di ferro? Meglio attendere cinque minuti che rischiare la vita

  1. Walter Carta says:

    È un ponte che oggi si rivela inadeguato per i volumi di traffico attuale. Pericoloso é dir poco, di certo poco idoneo per ogni tipo di transito compreso il pedonale e ciclistico… Insomma oggi la richiesta é una sola: ci vuole il raddoppio della struttura, tramite un nuovo ponte modernamente progettato e costruito in aderenza al vecchio ponte! Un ponte per andare ed uno per tornare. Ne abbiamo il diritto… Da noi non ci sono autostrade, però paghiamo caro e sempre tutto. Le altre soluzioni lasciano tutto come prima! Il territorio ha bisogno del raddoppio della viabilità, solo la malafede impedisce di vedere la quantità di traffico veicolare giornaliero che si sviluppa ogni giorno sul Flumendosa! Chiedo ad il Sarrabus.news di sollecitare una raccolta di firme nei comuni interessati per sostenere questa iniziativa da presentare alle autorità competenti.

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