Cultura

Published on Dicembre 19th, 2020 | by Redazione

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IL PERSONAGGIO. Valentina Musiu e la sua Valegnameria, quando la passione diventa lavoro

Preferisce definirsi un’artigiana e non un’artista. È la muraverese Valentina Musiu, falegname, nota per la sua “Valegnameria”. Una passione per il legno che non è arrivata immediatamente nella vita lavorativa di Valentina, come racconta lei stessa: «Da piccola mi sono sempre immaginata a restaurare statue lignee. Ma ho cominciato a lavorare come restauratrice edile. Mi trovavo in Veneto e volevo fare questo, occuparmi dei muri. Poi mi sono spostata a Bologna per continuare su questo settore. Ma era il 2012 e il giorno che avrei dovuto cominciare c’è stata la scossa di terremoto. Non mi sono potuta spostare e il mio datore di lavoro mi ha proposto di andare in un laboratorio di restauro del legno. Sarei dovuta restare una settimana ma non me sono più andata, ho fatto lì il mio stage e preparato la mia tesi sui portoni storici di Bologna». Dopo qualche anno in giro per l’Italia e l’Europa, c’è stato il ritorno in Sardegna. Ma non è durato molto. Continua Valentina: «Appena rientrata, sono stata richiamata dalla falegnameria di Bologna, assunta come segretaria tuttofare e restauratrice del legno. In più davo una mano nei corsi professionali organizzati dalla regione Emilia Romagna. Il laboratorio era la mia casa. In questa occasione (2015) ho iniziato a creare qualcosa di mio, pensavo sempre a delle forme che potessero uscire dal legno. Le mie creazioni sono nate con la riproduzione della lingua, simbolo dei Rolling Stones, per fare un regalo a un’amica. Da quel momento, ogni momento di pausa l’ho dedicato a questo. Provavo a riprodurre dei disegni e a far fuoriuscire le forme attraverso questo gioco di spessori. È andata così per qualche anno, con un collega abbiamo creato una linea e fatto i primi mercatini. Stando sempre nella falegnameria avevo tantissimi materiali di scarto su cui lavorare».

Ma anche la parentesi di Bologna era pronta a chiudersi. Racconta infatti Valentina: «Nel 2016 non sentivo più la motivazione di restare lì e sono tornata in Sardegna con tante belle speranze. Inizio a restaurare casa di mia nonna, casa dei miei genitori e ho creato il mio piccolo laboratorio». E sono arrivati i primi lavori. Aggiunge Valentina: “Chi mi faceva restaurare una cosa, chi un’altra. Ho fatto qualche mercatino, sempre un po’ per gioco”. Nonostante questo, c’è stato qualche periodo difficile. È la stessa Valentina a parlarne: «Mi sento sempre di raccontare questo momento. Ho avuto un po’ di depressione perché non riuscivo a esprimermi. Mi basavo su disegni altrui e non trovavo il mio modo. Così ho iniziato a lavorare su questo. Il mio primo disegno ritraeva la donna di Orgosolo. Poi “sa filonzana”. Il lavoro al museo di Muravera è stato molto utile, mi sono formata sulla storia dei costumi sardi e l’aver insegnato ai bambini il disegno con le forme geometriche mi ha indirizzato sul mio stile». Arrivano le esposizioni anche in Sardegna e le collaborazioni con i negozi: «Il Sarrabus è stato di grande sostegno, ho avuto tanti complimenti. La sagra degli agrumi mi ha permesso di farmi conoscere ancora di più. Mi ha trovato il primo negozio e ho iniziato a collaborare. Adesso collaboro con dieci negozi, vendo online, ho aperto la partita IVA e vivo esclusivamente della Valegnameria». E aggiunge, ironicamente: «Mi sono resa conto che non era più un hobby quando ho pagato le tasse la prima volta. Che spavento». Quello attuale è il periodo romano della Valegnameria. Racconta infatti l’artigiana: «Mi ero fermata in Sardegna ma avevo ancora bisogno di stimoli. In passato sono stata a Milano ma lì il mondo dell’arte mi era sembrato un po’ troppo carico, il tutto troppo spacciato per scelta intellettuale e io invece non sono così, non mi rispecchia. Realizzo anche opere che hanno un mercato, certo, ma principalmente io faccio le cose che mi piacciono e perché mi piacciono. Roma è una città molto viva, ci sono tantissime mostre. Appena arrivata ho vinto il premio artigianato Martelive e collaboro con tre negozi. Lavoro con altre persone e mi trovo benissimo. Abbiamo a disposizione uno spazio che il comune offre gratuitamente. Non pensavo più di trasferirmi ma ho constatato che il mio lavoro si può spostare facilmente, basta avere un tavolo con tre macchinari».

Un problema che attanaglia la nostra società è la continua sottovalutazione delle donne, specie quando fanno dei mestieri considerati da uomo. Per superare questo pregiudizio non bastano neanche anni di lavoro alle spalle, ottimi risultati e grande apprezzamento. Valentina racconta un episodio in proposito: «Me ne rendo conto quando faccio degli acquisti nei negozi appositi. Se sento dei signori che cercano qualcosa mi viene da dare dei consigli. Sono una falegname, lavoro in falegnameria, conosco il mestiere e i materiali. Ma non mi prendono mai sul serio. La stessa cosa succede anche con i commessi. Se vado al negozio e magari il mio compagno è con me, chiedono a lui cosa vuole e non chiedono mai a me. E quando inizio a parlare, a fare i ragionamenti sui lavori che io devo fare, lo stesso commesso mi guarda stranito. Mi dà fastidio. E mi sembra molto triste quando sono le donne a mettersi dei limiti, che pensino ci siano lavori da uomo e da donna e non si limitino invece a fare ciò che piace. Anche tante donne mi guardano stranite. Parliamo giorni interi di violenza sulle donne, di emancipazione ma poi noi donne spesso non ci reputiamo in grado di fare determinate cose. Quello del falegname è un lavoro che potrebbe fare molto di più una donna, perché è un lavoro di grande pazienza e precisione. Noi possiamo fare qualsiasi cosa. Mi dicono che è un lavoro pesante. No, io ho fatto anche la donna delle pulizie in un albergo e quello sì che è un lavoro pesante». Nel maggio 2019 il cast della fiction di canale 5 “L’isola di Pietro” arrivò alle vecchie carceri di Castiadas per girare alcune scene. Era presente anche il protagonista, Gianni Morandi. Nella foto tiene in mano un’opera di Valentina Musiu. «Quello è stato un momento di gloria della Valegnameria. È stato merito di una mia cugina che è una grande fan di Morandi. Ho realizzato il ritratto e lei gliel’ha portato, lui ha apprezzato molto, è stato gentilissimo». E ha apprezzato così tanto che, dopo qualche giorno, ha pubblicato questa fotografia nella sua pagina facebook, ottenendo tanti commenti di apprezzamento e tantissime condivisioni. Sara L. Canu (ilsarrabus.news)

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