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Castiadas

Published on Novembre 8th, 2019 | by Redazione

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CASTIADAS, Una stagione turistica col segno “più”. La novità sono i cinesi

Ospitalità e turismo vanno di pari passo, quando si parla del Comune di Castiadas. Sono oltre dieci i chilometri di spiagge tropicali, bianche e impalpabili, presenti nella costa sud orientale della nostra isola, dove anno dopo anno, i turisti amano trascorrere le vacanze. Non è un caso, infatti se l’anno scorso Skyscanner ha premiato Cala Monte Turno a Castiadas come spiaggia più bella d’Italia. Le acque cristalline delle spiagge di Cala Pira, Sant’Elmo, Santa Giusta – solo per citarne qualcuna – sono circondate dall’oasi dei Sette Fratelli, dove il turista ama godere di un ambiente rilassante, adatto al trekking ma anche a semplici passeggiate fra i numerosi siti archeologici.

 

Se ci soffermiamo sui ricordi più antichi  del Comune di Castiadas, diventato autonomo dal 1986, ci troviamo davanti alle antiche carceri, ora riconvertite a museo, che risalgono al secolo scorso. È grazie alla bonifica del territorio, avvenuta in quel periodo che iniziò il popolamento e da lì a poco la coltivazione di vigne, agrumeti, grano, cereali e legumi.

Siamo andati a trovare il sindaco Eugenio Murgioni a cui abbiamo chiesto di  raccontarci come, il Comune di Castiadas, ha trascorso l’estate e quali iniziative la giunta comunale voglia realizzare per valorizzare il territorio.

«Il timore che i turisti potessero scegliere le mete africane, più allettanti in quanto nuove terre da scoprire, si è rivelato infondato – spiega il primo cittadino –  rispetto allo scorso anno 2018, infatti, possiamo conteggiare un incremento del flusso turistico pari al 10 per cento circa. Il facile riscontro l’abbiamo avuto attraverso le prenotazioni degli alberghi e direttamente  sulla strada: l’incasso relativo alle presenze giornaliere nei parcheggi, quest’anno è stato maggiore rispetto all’estate scorsa e c’è da considerare che abbiamo anche diminuito la tariffa giornaliera da 10 a 8€.  Sta crescendo il turismo cinese che fa ben sperare in riscontri positivi anche per le prossime stagioni, restano confermate le presenze costanti di tedeschi, francesi, svizzeri e russi».

A che punto sono i progetti delle opere pubbliche che interessano il territorio comunale?

«Un primo progetto verrà realizzato con finanziamento regionale riguarda una rete ciclabile che unisce Villaputzu a Cagliari, mentre la Giunta di Castiadas sta aspettando l’approvazione definitiva della Conferenze dei Servizi per dare il via al progetto esecutivo “percorso turistico integrato – accesso al mare spiaggia Marina di San Pietro” che con 5 milioni di euro creerà attività sportive, servizi bar, ristorante, percorso trekking, palestra aperta. Si tratta, nello specifico di un vecchio progetto rivisto che interessa l’accesso alla Marina di San Pietro e alla pineta di Cala Sinzias. Altri 5 milioni di euro serviranno per la pista ciclo pedonale che collegherà le vecchie Borgate Etfas dell’Annunziata, Camisa, Olia Speciosa, Sabadi, Castiadas Centro, Masone e Murtas. Ancora parcheggi, perché la richiesta è tanta ma  non solo. Per favorire il turismo, le opere pubbliche strategiche sul lungomare riguarderanno l’accessibilità al litorale, con nuove aree picnic, chioschi che accompagnino il turista dal momento in cui parcheggia fino alla spiaggia, regalandogli l’accoglienza lungo tutto il percorso. Questo progetto vedrà un impegno di 7 milioni di euro».

Qual è il vostro obiettivo più ambizioso?

«Senza dubbio quello che riguarda il recupero storico culturale delle carceri. La responsabilità è in capo alla Giunta comunale ma richiede un forte contributo collettivo, sia per l’importante impegno pari a 34 milioni di euro, sia perché lo scopo del progetto è la riqualificazione delle vecchie strutture che dovrebbero trasformarsi nel salotto buono di Castiadas, il biglietto da visita. Oltre il mare c’è di più. Sono certo che con la riqualificazione del territorio sarà possibile far riemergere le 180 attività agricole ed offrire ai visitatori anche i sapori della nostra terra».

Daniela Curreli

(ilsarrabus.news)

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