CASTIADAS, Il paese in festa per Severina Utzeri, originaria di San Vito, che oggi compie 100 anni
Tanto tempo ho aspettato questo momento, un libro non basterebbe per scrivere tutta la mia vita. Così nonna Severina Utzeri descrive il suo traguardo del secolo di vita. Nata a San Vito il 2 Giugno 1922 nel rione “Cuccureddu” e primogenita di 6 figli. Frequentò poco la scuola ma il padre Emanuele ci teneva che i suoi figli sapessero leggere e scrivere così a fine giornata dedicava loro del tempo facendoli esercitare nella scrittura “Mio padre era severo… si arrabbiava se non leggevo bene”. Sin da piccola si dedicò ad aiutare i suoi genitori nelle faccende di casa e sempre da giovane ha iniziato a lavorare nelle case di famiglie sanvitesi benestanti, ed è proprio qui che si concentrano i suoi ricordi di oggi, la sua gioventù, fino all’arrivo della seconda guerra mondiale che cambiò la vita di tutti. “Durante la guerra non c’era niente, c’era fame, per fortuna che a me non è mai mancato il cibo. In quel periodo ero poco più che ventenne, mio marito Oreglio prima di partire per il fronte si volle fidanzare con me, io le promisi che l’avrei aspettato. Sono stati periodi difficili, mi ricordo che da San Vito sentivamo le bombe che cadevano su Cagliari, quando i cavalli diventavano nervosi, voleva dire bombardamento, spesso le notti le trascorrevamo nelle campagne vicino all’abitato, per paura degli aerei che passavano sopra di noi. Trascorsero 5 anni da quel momento, la guerra era finita, mio marito rientrò con un bagaglio di ricordi che rimasero impressi nella sua mente per tutta la sua vita, non si possono dimenticare gli anni trascorsi in prigionia e nei campi di concentramento, nessuno può capire”.
Iniziò così un periodo di serenità. Si è sposata subito dopo, ed ebbe tre figli, ma a San Vito non c’era lavoro per tutti, così iniziò la sua nuova vita altrove. Si trasferirono nel 1956 a Castiadas in un podere assegnato dall’Etfas nella località Masone Pardu, dove vive tutt’ora. Li iniziarono un duro lavoro di bonifica agraria che solo dopo anni di duro impegno riuscirono a intravedere dei miglioramenti. “Con mio marito abbiamo lavorato la terra, avevamo del bestiame, vendevamo il latte, avevamo una grande vigna, dei frutteti e col tempo abbiamo impiantato un grande agrumeto. Lui aveva la passione per l’intreccio, lavorava i cestini, nel periodo estivo venivano tanti turisti ad acquistare i suoi lavori. Poi con l’età piano piano abbiamo lasciato. Mio marito è andato via due anni fà. La vita è dura poi quando ne hai cento ancora di più, non posso muovermi come voglio, devo dipendere dagli altri, di questo ne soffro molto”. Molti si chiederanno chissà che dieta segue: “Da giovane mangiavo di tutto, ma ero golosa di una cosa… quando andavamo a raccogliere le arance nei giardini, mangiavo i limoni interi, la buccia col succo tutto assieme, ne andavo matta. Adesso mangio di meno, niente carne, molta frutta e verdura, la mia spremuta di limone non deve mancare”. Oggi nonna Severina è festeggiata da tanti, dai figli, dai nipoti, dai parenti e da tanti amici perché si è sempre fatta volere bene da tutti, forse perché ha sempre avuto un carattere socievole e scherzoso. Tutta la comunità gioisce per la neo centenaria a cui piace parlare, raccontare e raccontarsi.
FRANCESCA SANNA
(ilsarrabus.news)
