BURCEI, ultimatum del Comitato sulla nuova strada: “Basta rinvii, servono risposte e tempi certi”
E’ indirizzata “alla cortese attenzione dei Capigruppo del Consiglio Regionale della Sardegna” la lettera inviata dal Comitato per la realizzazione della nuova Strada Provinciale Burcei–Sinnai–Maracalagonis, rappresentato nell’occasione da Vittorio Monni, Salvatore Malloru, Andrea Lobina, Giuseppe Lorrai e Giovanni Zuncheddu.
Di cortese, però, ci sono solo i modi: il contenuto non lascia spazio a dubbi. Il tempo delle attese è terminato e Burcei chiede risposte certe e in tempi brevi sulla realizzazione della nuova strada.
Nella lettera si evidenzia come “l’infrastruttura, la cui realizzazione non è più procrastinabile, rivesta un’importanza fondamentale per un territorio che sta vivendo un progressivo e drammatico fenomeno di spopolamento”.
I dati parlano chiaro: Burcei continua a registrare un declino demografico costante, nel quale la carenza di collegamenti con il capoluogo rappresenta un fattore decisivo.
Pur dichiarandosi “pienamente consapevoli che la competenza amministrativa ricada primariamente sulla Città Metropolitana di Cagliari, quale ente esecutore dell’opera”, i rappresentanti del Comitato chiamano in causa la Regione in quanto cofinanziatrice, coinvolgendo i rappresentanti politici a tutti i livelli.
Il tono deciso e appassionato della comunicazione, nasce dall’estenuante attesa per la realizzazione dell’arteria, un’opera di cui si discute da oltre vent’anni senza che, a tutt’oggi, vi sia alcuna certezza sui tempi di completamento.
Il Comitato sottolinea inoltre che, nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dagli organi politici e tecnici della Città Metropolitana di Cagliari, i ritardi accumulati hanno arrecato un considerevole danno alla collettività, composta in larga parte da pendolari che quotidianamente si recano verso Cagliari e l’hinterland per motivi di lavoro, studio, salute e altre necessità.
Particolarmente critica viene ritenuta la situazione legata alla sanità: l’attuale tracciato, infatti, rende difficoltoso il percorso dei mezzi di soccorso verso gli ospedali, con tutte le conseguenze che questo comporta in situazioni in cui il fattore tempo è determinante.
Le lungaggini burocratiche hanno inciso anche sul piano economico, facendo lievitare il costo dell’opera dai 25 milioni di euro inizialmente previsti agli attuali 65 milioni.
Non più rinviabile, secondo il Comitato, è anche la messa in sicurezza dell’attuale SP 21, che collega il paese alla vecchia SS 125, e della quale si denuncia “il grave stato di abbandono e la pericolosità, causata dalla presenza di buche diffuse, cunette ostruite, detriti sulla carreggiata, guardrail divelti o arrugginiti, assenza di segnaletica orizzontale e verticale e, soprattutto, mancanza dei dispositivi catarifrangenti, che rendono l’arteria difficilmente percorribile in condizioni di nebbia, frequenti nei mesi autunnali, invernali e primaverili”.
La lettera si conclude annunciando “la forte mobilitazione della cittadinanza, esasperata dai continui rinvii, che si svilupperà attraverso iniziative civili e pacifiche, ma determinate, nel solco della storia e della cultura della comunità locale, finché non verranno fornite risposte concrete e tempi certi per la realizzazione dell’opera”.
